Arbitri

De Marco AIA: Abbiamo regole da rispettare anche andrebbero cambiate”.

Oggi su CRC, radio partner della SSC Napoli, nel corso della trasmissione “A Pranzo con Chiariello” è intervenuto il Responsabile AIA per i rapporti tra CAN e Club di Serie A e Serie B, Andrea De Marco.

Di seguito le sue parole:

«Il SAOT, Semi-Automated Offside Technology, è un aiuto molto importante per gli arbitri e per il VAR che risolve in maniera oggettiva problematiche relative al fuorigioco.

Funziona in questo modo: vengono analizzate contemporaneamente tutte le immagini di 10 telecamere che tracciano il movimento dei calciatori e del pallone: il frame non viene scelto dall’arbitro né dal VAR, ma dal sistema che individua il momento con una percentuale di affidabilità molto alta, sopra il 90%. Sono dati oggettivi.

L’operatore VAR fa solo un controllo di coerenza sul punto di contatto: verifica che il punto di contatto individuato sia quello corretto in base a quando c’è l’impatto con il pallone.

Da lì si fa la ricostruzione 3D del calciatore che è basata su molti punti anatomici e su questo viene tracciata la linea.

Mazzocchi?

Può sembrare che oltre la linea ci sia solo il braccio, perché la visualizzazione probabilmente è stata fatta con la telecamera sbagliata, e sappiamo che nel fuorigioco non è una parte punibile.

Ma in realtà la tecnologia ha rilevato che una parte della spalla, che invece è punibile, superava la linea.

Parliamo di centimetri, ma che per regolamento bastano affinché venga fischiato il fuorigioco.

È una decisione automatica ed è applicata allo stesso modo in tutti i campionati in cui viene adoperato questo tipo di tecnologia.

La visualizzazione che è stata proposta può trarre in inganno, perché non è chiara.

Però da quello che è stato valutato in sala VAR, cioè i dati oggettivi, si è visto che la porzione della spalla superava la linea difensiva ed era punibile. Non c’è interpretazione umana con il SAOT, è un dato oggettivo.

Questa stagione abbiamo visto tanti gol annullati per tocco di mano: noi dobbiamo far rispettare la regola per come è, poi magari si può intervenire per cambiarla e ne saremmo tutti felici.

Hojlund?

Ho fatto vedere l’episodio ad Open VAR: c’è un’immagine in cui si vede che la tocca con il polso.

Step On Foot di Rrahmani?

È un episodio codificato: ogni caso di questo tipo deve essere punito con fallo e cartellino.

È successo anche in Milan-Inter: anche questo tipo di interpretazione può piacere o meno, ma vale così per tutti.

Le regole sono fatte anche per essere riviste e modificate negli anni, ma se si inizia la stagione con una certa linea va portata avanti.

Si potrebbe fare qualcosa sui falli di mano e cercare di migliorare l’interpretazione: è sicuramente molto difficile, perché ogni episodio sembra simile, ma non lo è.

Io credo che sia importante anche parlarne con calciatori ed allenatori per definire una corretta interpretazione di un fallo.

È chiaro che ogni anno con il VAR si cerca di apportare dei miglioramenti, perché l’obiettivo finale del VAR è far sì che nelle partite ci siano il minor numero di errori.

Cercheremo di fare il possibile affinché ci siano sempre meno situazioni interpretabili e giudicate dall’arbitro.

Fallo di mano di Buongiorno?

Anche lì parliamo di parametri e se il braccio del calciatore è più alto della spalla si deve punire: si può non essere d’accordo, ma lo regole vanno applicate. Con le regole attuali, io avrei fischiato quel rigore. Poi delle regole si può discutere».

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