RUFOLO, NUTRIZIONISTA SSC NAPOLI, IN ESCLUSIVA A RADIO CRC: «La nutrizione nello sport non è un dettaglio: una partita oggi si prepara anche e soprattutto a tavola! Cibi vietati? Non demonizzo nulla, ma i ragazzi sanno cosa evitare durante la settimana. Ecco come si gestisce la nutrizione di un atleta durante il Ramadan. Vi presento la giornata alimentare tipo di un calciatore»
Di seguito le sue parole:
«La nutrizione oggi non è più un dettaglio, è di fondamentale importanza, perché è quello che consente ad un atleta di poter essere performante. Una partita oggi si prepara anche e soprattutto a tavola. Questo ci consente nei 90 minuti di avere un atleta muscolarmente pronto, performante e che abbia anche lucidità cognitiva. Non è importante solo la nutrizione, ma anche l’idratazione.
Secondo dei recenti studi scientifici, una buona nutrizione incide sulla performance intorno al 20-30%. L’importanza è non solo garantire la performance, ma anche dare la possibilità all’atleta di recuperare molto velocemente. Quando le competizioni sono ravvicinate e si gioca ogni 3 giorni, il recupero è di fondamentale importanza.
Medicina sartoriale? Anche noi come nutrizionisti curiamo l’alimentazione, cucendola addosso all’atleta. Facciamo un lavoro personalizzato: abbiamo atleti che provengono da varie nazioni e continenti, quindi è impensabile che tutti possano avere medesime caratteristiche e la stessa cultura alimentare. È importante intervenire anche sugli stili di vita. Questo lavoro ci viene facile con la dieta mediterranea, perché riusciamo a farli integrare anche da un punto di vista alimentare senza troppe difficoltà.
Cibi vietati? Non amo vietare, professionalmente non mi piace demonizzare gli alimenti. I ragazzi, però, sanno benissimo che durante la settimana devono seguire un regime di quelli che noi suggeriamo, quindi equilibrato. Sanno benissimo che è preferibile non utilizzare alimenti ultra-processati, che sono da evitare le fritture, alimenti ricchi di acidi grassi saturi e sconsigliamo l’uso di alcol. Nel giorno libero possono concedersi un qualcosa di diverso, magari anche una buona pizza.
Il Ramadan è iniziato il 17 febbraio ed è terminato il 19 marzo, quindi abbiamo gestito degli atleti che per esigenze di religione hanno seguito un regime particolare. Questi atleti, dunque, hanno digiunato dall’alba al tramonto. In questi casi bisogna, ancor di più, tornare a fare quel lavoro sartoriale con ancora più precisione per consentire al calciatore di recuperare dal tramonto in poi tutte le sostanze nutritive e reidratarsi. È importante anche il pasto prima dell’alba, in modo tale da fornire carboidrati e proteine a lento rilascio. Colgo anche l’occasione per fare una considerazione: sono state introdotte delle nuove regole che consentono ancora di più di salvaguardare la salute del calciatore, come il cooling break. Io suggerirei, nei periodi di Ramadan, di considerare anche un break per quegli atleti che durante i 90 minuti della partita possono sospendere il loro digiuno e quindi iniziare a reintegrare delle sostanze nutritive.
Prevenzione infortuni? L’alimentazione sicuramente incide, come incidono il riposo e tante altre cose. Introdurre sostanze importanti, come micronutrienti, quali calcio, magnesio, ferro, vitamina D, omega3, consente a un calciatore di recuperare molto più velocemente e di evitare che ci possano essere gli stati infiammatori. Anche in questo senso, l’alimentazione nel prima, durante e dopo gara è importante per il discorso recupero: quindi consentire ai muscoli di recuperare le sostanze che servono per essere nuovamente performante.
L’errore comune è quello di preferire qualche ora di sonno in più la mattina e saltare la colazione.
Non è un’abitudine da seguire, perché si rischia di fare un allenamento a digiuno che non è consigliabile.
Altro errore comune riguarda invece lo stato di idratazione: spesso i ragazzi non si rendono conto che non reintegrano quello che perdono durante l’allenamento con il sudore e quindi si ritrovano in uno stato di disidratazione.
Noi controlliamo anche quello che consumano in campo, tra acqua ed elettroliti.
La giornata tipo di un atleta inizia presto: alle 8 i ragazzi arrivano già al centro e fanno colazione, magari c’è chi preferisce mangiare uno yogurt con del miele, con della frutta rossa o frutta secca o altri magari preferiscono del pane tostato con avocado e con una stracciatella a base di uovo.
Cornetto e cappuccino? Il cornetto no, per il discorso su quegli alimenti ricchi di acidi grassi saturi, cerchiamo di essere molto attenti a questi aspetti.
Devo dire che il nostro presidente è molto sensibile da questo punto di vista ed ha una cultura alimentare molto importante e sviluppata: è sempre un piacere per me confrontarmi con lui.
De Laurentiis, come del resto anche mister Conte, sono molto attenti su questo aspetto. Abbiamo dei fornitori selezionati ed utilizziamo degli alimenti che sono prevalentemente di agricoltura biologica e qualitativamente eccelsi.
Il pranzo?
Il pranzo?
I ragazzi solitamente hanno la possibilità di scegliere tra un primo pronto, a base di pasta o riso, o riso in bianco, pasta in bianco o integrale da poter abbinare a sughi già pronti.
Hanno sempre proteine a loro disposizione: pesce, carne bianche e carne rossa. Frutta e verdura rigorosamente di stagione.
Se c’è il doppio allenamento li seguiamo anche nella fase di merenda. Cena? Possono in modo moderato consumare carboidrati ed abbinarli a fonti proteiche di qualità, da abbinare a frutta e verdura. Poi prima di andare a dormire possono anche utilizzare delle proteine a lento rilascio, che gli consentono un assorbimento lento durante la notte e durante il sonno»
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