A Napoli Kvara fu definito Kvaradona per celebrarne le gesta straordinarie e questo confronto lo ha sempre riempito di orgoglio pur nella consapevolezza che nessuno sarà mai come Maradona
In un’intervista a Le Parisien l’ex Napoli è tornato sulla sua esperienza napoletana
“Essere paragonato a Maradona è pesante perché nessuno può essere paragonato a lui.
Ma quando i tifosi mi hanno chiamato Kvaradona ero molto felice perché mostrava quanto mi volessero bene. Mi ha toccato molto e ne ero orgoglioso“.
Sul 2025 trascorso con la vittoria della Champions apice della sua annata:
“Sono molto fortunato.
Anche a Napoli erano anni che non vincevano lo scudetto e siamo riusciti a farlo prima che io lasciassi il club. È successa la stessa cosa al Psg con la Champions League.
In Georgia diciamo che se entri in una stanza con il piede destro avrai fortuna”.
Dalla Georgia a Napoli e poi Parigi
“Quando vieni da un piccolo paese come il mio, giocare in una delle squadre più grandi del mondo è un sogno.
Arrivare a Napoli era già qualcosa di molto importante per me. Ero molto orgoglioso.
Ma quando il Psg mi ha contattato ho davvero capito di essere diventato un giocatore di livello mondiale“.
Sulla fase difensiva
“Il dribbling è la mia qualità principale.
Ma da quando sono a Parigi sono migliorato molto e sono diventato anche un guerriero in campo. Cerco sempre di dare il 100%, anche in difesa. Questa cosa a Napoli non la facevo molto, e il mister mi ha aiutato a migliorare molto in questo“.
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