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Lewis Hamilton contro le leggi dell’Arabia Saudita contro la comunità Lgbtq+

Il sette volte campione del mondo Lewis Hamilton ha parlato della sua preoccupazione a gareggiare nell’Arabia Saidita per le leggi contro la comunità Lgbtq+.

“Non è una mia scelta essere qui”, ha detto il 36enne britannico. Ma ha ritenuto inutile rinunciare a correre in segno di protesta: “Lo sport ha scelto di essere qui e, che sia un bene o un male, penso che mentre siamo qui sia importante sensibilizzare.

Se qualcuno vuole prendersi il tempo per leggere qual è la legge per la comunità Lgbtq+ qui, è piuttosto terrificante. Ci sono cambiamenti che devono essere fatti. E quelli che già sono stati fatti vanno controllati: ad esempio il diritto alle donne di poter guidare del 2018 è davvero in vigore?” ha scritto Lewis in un post Twitter riguardo l’Arabia Saudita.

Non posso affermare di essere il più informato e di avere una comprensione profonda di chi è cresciuto qui ed è fortemente influenzato da determinate regole e dal regime politico in vigore. Mi sento a mio agio qui? Non risponderei sì, ma non è una mia scelta essere qui Lo sport ha scelto di essere qui e che sia un bene o un male, penso che mentre siamo qui sia importante sensibilizzare”.

Così Hamilton ha deciso di correre con il casco arcobaleno, per continuare la sua battaglia, come ha ribadito in un post su Twitter in cui una foto del casco è accompagnata dalla quote “Equality for all“Indosserò di nuovo qui e nella prossima gara il casco che avevo in Qatar.

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