Napoli

“Non preghiamo per Daniele, ma con Daniele”: nel Duomo di Napoli il ricordo e l’abbraccio di Don Mimmo al piccolo guerriero azzurro, un anno dopo

Il Cardinale di Napoli, Mimmo Battaglia, profondamente ispirato, prende per mano la famiglia e l’intera comunità di amici per celebrare la vita del tanto amato Daniele Pisco, venuto a mancare lo scorso anno. Il suo è un messaggio di speranza: “Daniele vive! L’amore è più forte del dolore”

Due celebrazioni in cui tanti sono stati  i ricordi legati al piccolo tredicenne, la sua passione infinita per il Napoli e le parole toccanti del fratello maggiore Christian.

E’ stato un inno alla vita che continua, ostinata e luminosa, oltre la soglia del visibile. Venerdì 9 gennaio, tra le navate antiche della Basilica di Santa Restituta, nel cuore del Duomo di Napoli, l’Arcivescovo Don Mimmo Battaglia ha celebrato la messa ricordando Daniele Pisco che un anno fa, troppo presto, diventava un angioletto del Paradiso. Tredici anni appena, un sorriso che ha disarmato il dolore e una saggezza antica, capace di insegnare ai “grandi” il vero significato della forza.

“Questa non è una messa per Daniele, ma una messa con Daniele. Perché Daniele vive. Daniele è qui con noi”. Con queste parole, pronunciate con la consueta carica emotiva che contraddistingue il suo episcopato, Don Mimmo ha rotto il ghiaccio del lutto, trasformando la liturgia in un dialogo intimo tra terra e cielo. L’Arcivescovo non parlava solo da pastore, ma da amico: tra lui e Daniele, negli ultimi anni segnati dalla malattia, si era creato un legame speciale, fatto di telefonate, confronti e una semplicità disarmante che li univa profondamente.

Daniele Pisco non era solo un bambino che ha combattuto contro un male ‘cattivo’. Era, come ricordano tutti coloro che hanno gremito la chiesa, un concentrato di empatia. Tifoso appassionato, amato dai compagni di scuola, dalla scuola calcio e persino dai giocatori e dallo staff della SSC Napoli, inclusi Presidente e allenatore, Daniele aveva ribaltato le logiche della sofferenza. Era lui, anche nei giorni più bui, a chiedere agli altri: “Come stai?”. Una medicina dell’anima che dispensava sorrisi fino alla fine, preoccupandosi più del dolore altrui che del proprio.

Tra i momenti più toccanti della celebrazione è scaturito dal dialogo tra l’Arcivescovo e Christian, il fratello maggiore di Daniele. Pochi giorni prima, durante una messa celebrata il 4 gennaio, giorno esatto dell’anniversario, nella chiesa dei Fiorentini al Vomero da Padre Federico Battaglia — direttore della Pastorale Giovanile e segretario particolare di Don Mimmo — Christian aveva già affidato ai presenti l’immagine emblematica  del suo dolore: “Dani mi manca ogni giorno di più. È come un masso sul cuore con cui convivere, puoi provare a vivere la quotidianità, a spostarlo, ma resta sempre lì”.

Quella confessione, quel “masso” che schiaccia il respiro, è stata raccolta da Don Mimmo nel Duomo e trasformata nel cuore dell’omelia. “Nelle tenebre del dolore più forte e indicibile, Dio è presente per trasformare quel dolore in un cammino di fede verso la speranza – ha detto l’Arcivescovo – Lascia rotolare via quel masso, caro Christian, come accadde sul sepolcro in cui fu sepolto Gesù“.

L’atmosfera in Cattedrale era vibrante, carica di quella “energia speciale” respirata anche al Vomero pochi giorni prima. Le parole di Don Mimmo sono risuonate come un balsamo per l’anima: “Lascia esplodere l’amore… l’amore di Dio è la vera fonte di salvezza, il conforto più grande nella sofferenza”.

A un anno di distanza, la figura di Daniele Pisco non sbiadisce, anzi, si definisce con contorni ancora più nitidi. Un piccolo gigante, un vincitore, un essere davvero speciale. Un bambino che con la sua naturalezza rendeva “facile volergli bene”. La cerimonia si è conclusa con la certezza che quel dialogo tra Don Mimmo e il suo piccolo amico non si è mai interrotto, ma prosegue in una dimensione diversa, lasciando alla sua famiglia, ai suoi amici, a Napoli, il compito più arduo e bello: trasformare quel macigno nel cuore in percorso di fede, speranza e amore.

Perché, come ha ribadito Don Mimmo a tutti: “Daniele vive. E’ qui con il suo indimenticabile sorriso”.

Comments

comments

Commenta

Rispondi

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Ultimi Articoli

To Top