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Sarri racconta il suo calcio: “La preparazione settimanale della partita”. Settimo capitolo

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Per capire di più sul nuovo tecnico del Napoli, approfondiremo il lavoro di Sarri attraverso una sua tesi, scritta da lui per il Corso Uefa Pro Licence 2006/2007 tenutosi a Coverciano. Dopo la Premessa e il Primo capitolo (LEGGI QUI), il secondo capitolo (LEGGI QUI), il terzo capitolo (LEGGI QUI), quarto capitolo (LEGGI QUI) e il quinto capitolo (LEGGI QUI) e il sesto capitolo (LEGGI QUI), ecco a voi il settimo capitolo.

CAPITOLO 7 – LA DOMENICA

Ore 9,15 subito dopo la colazione Allenatore e Collaboratore si riuniscono per andare a definire gli ultimi dettagli relativamente alla partita, in particolare si definiscono soprattutto i compiti individuali dei singoli giocatori relativamente alle palle ferme contro ed a favore. Dopo la breve riunione l’Allenatore prepara due bozze di intervento per essere chiaro e conciso nelle due brevi riunioni pre-partita.
Ore 11,45 subito prima del pranzo viene riunita la squadra al completo per una riunione di pochi minuti, che ha come scopo primario quello di riordinare le idee su tutto quello che è stato provato durante la settimana e che deve essere riportato sul campo dopo poche ore.
Solitamente vengono presi in considerazione i seguenti argomenti:
– introduzione: si inquadra la partita nel contesto del momento della nostra squadra, cercando di stemperare le tensioni se sembrano troppo alte o alzandole se sembrano troppo blande.
– aspetto mentale: si cerca di preparare la squadra ad avere le giuste reazioni mentali in relazione alle varie evoluzioni che può avere la partita e soprattutto si cercano forti motivazioni collettive, in modo da avere un buon impatto con il campo.
– aspetto comportamentale: si ricordano i giocatori che sono in diffida, ma soprattutto si cerca di aiutare la squadra ad evitare tutte quelle sanzioni disciplinari che non sono in stretta connessione con l’ottenimento del risultato.
– aspetto tattico: si riepilogano tutti i movimenti difensivi ed offensivi che sono stati provati durante la settimana. Si riepilogano gli schemi degli avversari relativamente alle palle ferme e quali devono essere le nostre risposte; si riepilogano le disposizioni degli avversari sulle palle ferme contro e gli schemi che noi abbiamo scelto per questa partita. Tutti gli argomenti sono ancora trattati in maniera generale, senza entrare nei dettagli individuali.

Ore 14,30 appena arrivati al campo si riunisce la squadra nello spogliatoio per l’ultima breve riunione prima della partita. Questa riunione non ha più scopi collettivi ma individuali, sia dal punto di vista tattico che mentale e motivazionale.
Gli argomenti presi in considerazione sono i seguenti:
– formazione: la formazione e la panchina viene comunicata ai giocatori solo in questo momento. Penso che ogni singolo convocato abbia l’obbligo, ma anche il diritto, di sentirsi parte della partita fino all’ultimo momento.
– aspetti tattici individuali: ad ogni singolo giocatore vengono ricordati compiti e movimenti difensivi, compiti e movimenti offensivi. Per ogni singolo giocatore si cercano di dare delle motivazioni particolari a carattere individuale per quella precisa partita.
– palle ferme: si assegnano i compiti individuali per quanto riguarda le palle ferme contro ed a favore.


A questo punto tolgo la mia presenza dallo spogliatoio per fare in modo che ogni giocatore si senta libero di andare a vivere i momenti che precedono la partita nella maniera a lui più congeniale ed abituale. Le fasi di riscaldamento sono seguite nella prima parte dal Preparatore e nella seconda parte dal Collaboratore con l’Allenatore che le segue, ma mai da molto vicino.

Ore 16,00 comincia la partita. Lo staff ha cercato di preparare le partita nei minimi particolari, ma soprattutto ha cercato di mettere i propri giocatori nelle condizioni di esprimersi al meglio; nonostante questo c’è la consapevolezza che il campo è sempre pronto a presentarci situazioni impreviste alle quali l’allenatore, ma soprattutto i giocatori che poi sono i veri protagonisti della partita, devono cercare di fare fronte.
Durante la partita per avere una lettura alla quale sfuggano meno particolari possibile, in panchina i compiti sono divisi tra allenatore e collaboratore. L’allenatore si concentra prevalentemente sulla propria squadra; controlla che i movimenti difensivi siano portati nella maniera concordata in tutte le varie zone del campo, controlla che il portiere abbia le uscite concordate e che le uscite dalla circolazione di palla e lo sviluppo dell’azione siano quelle provate durante la settimana. In questa partita viene posta particolare attenzione anche alle ripartenze, che sono state ritenute per tutta la settimana decisive; per quanto riguarda le palle ferme l’allenatore controlla che siano rispettate le disposizioni difensive e che in fase offensiva siano riportati gli schemi con giusti movimenti e giusti tempi di esecuzione. Il collaboratore si concentra in particolare sulla squadra avversaria e controlla che il modulo sia quello previsto, che lo sviluppo della loro fase offensiva sia quello studiato durante la settimana, cosi come la loro fase difensiva; chiaramente verifica anche che le disposizioni sulle palle ferme contro siano quelle viste in fase di studio degli avversari e gli schemi portati sulle palle ferme a favore quelli previsti ed informa subito l’allenatore su ogni variazione rispetto al previsto.
Ultimo argomento da prendere in considerazione è quello relativo alla gestione dell’intervallo. I primi minuti sono solitamente lasciati ai giocatori per mettersi eventualmente a disposizione dei medici; in seguito il primo intervento è quello del Collaboratore, che velocemente riepiloga quello che fanno gli avversari e soprattutto sottolinea se c’è qualcosa di diverso da quello previsto. A questo punto l’allenatore chiede l’intervento dei giocatori che devono riportare eventuali difficoltà che hanno incontrato in campo e, solo dopo, dà le soluzioni ai giocatori e tutte le eventuali nuove disposizioni. Nell’ultimo minuto negli spogliatoi l’obbiettivo dell’allenatore è prevalentemente quello di far tornare la tensione al giusto livello per riprendere la partita.

RIEPILOGO E CONCLUSIONI
Riepilogo: in questa tesi ho analizzato una settimana tipo fatta con una mia squadra, settimana composta da sette allenamenti. Due sedute hanno obbiettivi fisici. Due sedute hanno come obbiettivo la correzione di errori che la squadra ha evidenziato nelle ultime prestazioni; nella prima seduta a livello di squadra, nella seconda a livello di un singolo reparto. Tre sedute hanno come obbiettivo la preparazione specifica della partita successiva; nella prima seduta per quanto riguarda la fase difensiva, nella seconda per la fase offensiva e nella terza per tutte le soluzioni di palla ferma. Nelle altre settimane della stagione presa in considerazione sono cambiati chiaramente gli obbiettivi specifici delle singole sedute e quindi anche i mezzi e le esercitazioni utilizzate, ma non è mai stata cambiata la struttura generale della settimana.
Conclusioni: in questa mia tesi ho preso in considerazione solo uno dei tanti aspetti che riguardano il mestiere di allenatore ed ho fotografato la mia convinzione attuale sul come sviluppare la settimana per preparare la partita successiva. Questo mio modo di preparare la partita è in realtà molto diverso da qualche anno fa’, sicuramente perché salendo di categoria sono aumentati anche gli strumenti ed i collaboratori a mia disposizione, ma altrettanto sicuramente per il fatto che sono cambiato io e le mie conoscenze. Spero anche che sia diverso da quello che farò tra qualche anno, in quanto questo significherebbe che la mia voglia di andare avanti e migliorare non si è esaurita, cosi come il mio amore e la mia passione nei confronti di questo splendido gioco.

Maurizio Sarri – Tratto dal sito della FIGC. 

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