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Antonio Nocerino, l’ennesimo napoletano dal cuore grande

L’involucro di un fuoriclasse del calcio emoziona per le giocate sopraffine, per la velocità disumana, per la rapidità d’esecuzione, per le capacità balistiche.

Antonio Nocerino, che fuoriclasse non è, in campo emoziona per la grinta e la determinazione che ha sempre profuso, fuori dal campo, lo fa con le parole.

E’ quanto accaduto ieri sera al termine di Milan-Parma, gara vinta dai rossoneri per 3-1. Il calciatore napoletano, a cui è stato chiesto di chiarire molti degli aspetti oscuri che riguardano la situazione societaria del Parma, ha dato lezioni di vita.

Non entro in merito della scelta di Cassano di lasciare il Parma – ha esordito Nocerino – le scelte vanno sempre rispettate. Sono l’ultimo a poter parlare visto che sono arrivato a Parma appena quindici giorni fa. Non è facile non prendere lo stipendio da sette mesi, ma non penso a noi calciatori, siamo una categoria fortunata, penso ai camerieri, ai giardinieri che prendono 800 euro al mese e tutti i giorni puntuali continuano ad andare a lavoro.

Noi calciatori veniamo considerati quelli che hanno belle macchine, soldi, quelli che hanno tutto, ma la gente non ricorda che prima di essere calciatori siamo uomini. I soldi ti fanno star bene ma non sono tutto.

Ho perso mio padre a Natale ed i soldi non me l’hanno restituito. Dietro a tutto quello che la gente vede ci sono persone normali, persone semplici. Non parlo per me, ripeto, ringrazio dio per tutto quanto mi ha dato, ma parlo che chi in questo momento sta soffrendo davvero“.

Parole sentite, parole commosse. Quelle di un uomo scosso, turbato, addolorato. Parole di un uomo sensibile, parole di un uomo vero.

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