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Aurelio De Laurentiis sulla stagione: dopo una serie di errori vorrei adesso ritornare a vincere

Aurelio De Laurentiis risponde alle domande dei giornalisti presso il centro sportivo di Castel Volturno

Così il Patron azzurro:

“Com’è andata la storia? Vi ho detto dopo il Monza che la responsabilità è stata tutta mia per quanto accaduto. Abbiamo vinto lo scudetto (presto uscirà il mio film) ma ci tenevo a avere successo anche in Champions. Da marzo 2023 il Napoli è andato in calo (Kvara non ha più segnato fino a novembre) Spalletti a marzo  mi aveva fatto intendere che sarebbe rimasto. Ad aprile dopo le 3 partite con il Milan e l’esclusione dalla Champions pensando di tirare su il morale a Spalletti gli mandai giuridicamente via pec l’esercizio dell’opzione per l’anno successivo. Mai avrei pensato che il 12 maggio ci avrebbe detto, nel corso della famosa cena, che aveva intenzione di prendere un anno sabbatico. Dovevo tenere il punto fermo: non era possibile che Spalletti non credesse più in questo gruppo. Ho sperato in un suo ripensamento e ho sbagliato perchè è nel frattempo passato del tempo.

Oggi segnali incoraggianti: che aspettative ho? Nel 2030 penso che la squadra debba avere la possibilità di competere con le squadre più forti. Molti ci hanno accusato di non investire nei giovani, di non aver fatto il vivaio del Napoli ma avere una seconda squadra come il Bari e portarla dal fallimento sino alla soglia della Serie A e tirar fuori i vari Cheddira e Folorunsho, giocatori che sono di proprietà del Napoli, fa capire che siamo sul pezzo. Io sono stato sempre un sostenitore di questa città. Se voi giornalisti foste tifosi del Napoli accompagnereste sempre la società; spesso invece leggo che c’è una certa acredine e mi dispiace. Giuntoli è cresciuto con noi 8 anni: io sono sempre qui disponibile se dovesse occorrere a dargli una mano. Nella sua permanenza a Napoli non sapevo fosse juventino.

Al Premio Bearzot, Spalletti non confermò ne smentì sul fatto di restare: ho esercitato l’opzione senza dirglielo? Non ero tenuto a farlo. Avrei dovuto farlo perché il mister non ha un bel carattere? La Nazionale si confà di più probabilmente a lui. Thiago Motta? Mi disse, nel nostro incontro, che puntava ad allenare una squadra estera. Lo stesso vale per Luis Enrique. Io tuttologo e troppo presente? Faccio l’imprenditore e mi interesso della mia impresa. Ho fior fiori di collaboratori, come Meluso e Micheli. Su Lindstrom posso darvi delle schede che attestano il suo ruolo. Con Spalletti troppo invasivo? Sono e sarò quello che ha gestito il Napoli in questi 19 anni. I giocatori più importanti li ho trattati io direttamente. Anche con Spalletti andò così, lo incontrai già quando c’era ancora Gattuso. Anche quando Spalletti fece il terzo posto, la città ebbe da ridire. Se non ci fossi io lo stadio e il centro sportivo di livello (come li desidero io) non si farebbero. Nel nostro stadio non c’è una buona visione. Occorre che non ci siano leggi così restrittive per chi vuole investire. A new era? L’ispirazione è alla Premier. Vorrei fare una premier italiana. La Melandri ha rovinato il cinema e il calcio. Noi abbiamo svenduto il campionato italiano a DAZN e a SKY. Non siamo strutturati come una associazione di imprese. Mi devo battere per fare allenare i 5 cambi lungo la linea? Io l’ho chiesto. Rapporti mai sereni con Spalletti? Non è così! Io facevo il presidente lui l’allenatore. Non entro nel merito delle sue considerazioni. Può essere una chiave per lui essere uscito da vincitore. Vorrei credere a questo. La penale? Il tema è in mano agli avvocati.

Garcia? Che scelta è stata? Ho preso un bollito? Aveva un certo curriculum. In Liga e nel campionato francese. Poi l’esperienza con la Roma. Quando disse che non aveva mai visto una partita del Napoli prendendo poi una sua strada per quel che riguarda il gioco pensai già di mandarlo via ma se lo avessi fatto in quel momento mi avreste criticato. Poi però la situazione è degenerata (Napoli Empoli fu una situazione critica) e l’ho mandato via.

Ho chiesto a Mazzarri di ripetere il gioco di Spalletti, che poi si diventa anche prevedibili. Walter ha l’umiltà di ascoltare.

La colpa è mia perché non avrei dovuto accettare la provocazione di Spalletti: da lì tutto il resto. La scelta di Garcia e poi Mazzarri. Ora vorrei vincere il più possibile. Metterò dei soldi miei per fare il nuovo centro tecnico e il nuovo stadio.

Dubbi sulla preparazione atletica? A Rongoni (preparatore di Garcia) non andava bene Sinatti e viceversa. Uscì Sinatti e fu un errore. Si è vero, avrei esonerato prima Garcia. Kvara e programmazione futura? Ho chiamato il suo team 3 mesi fa ma loro mi hanno dato appuntamento a fine campionato. Tra un anno e mezzo devo lasciare Castel Volturno. Mi devo inventare serie TV italiane e non posso andare a Los Angeles. Per il centro sportivo mi occorrono 30 ettari. Per lo stadio ho detto a Manfredi che occorre trovare un accordo in 120 giorni altrimenti lo faccio altrove. Per il centro sportivo le alternative sono Afragola o litorale flegreo. Deve essere pronto in 24 mesi.

Superlega? Mi sono sempre battuto per la libertà e democraticità del calcio e del mercato. È giusto che si interrompa il campionato a marzo con tutte le competizioni che ci sono per le amichevoli della Nazionale? Non si potevano fare a Coverciano? Con Florentino Perez ho parlato della Superlega: gli ho spiegato che invece sarebbe opportuno fare un campionato con 27 nazioni dove tutti giocano contro tutti in partite secche senza cedere agli obblighi di DAZN in merito ai giorni e ai calendari.

Mazzarri ha capito che quando ci lasciò per l’Inter forse sbagliò. Napoli non è un luogo di passaggio. Nella vita forse non si avrà il tempo di saggiare ciò che Napoli offre. Mazzarri è un amico di famiglia. Poi sarà quel che sarà. Piotr Zielinski e la sua esclusione: il rendimento di Zielinski non è stato all’altezza. Il manager ha preferito venderlo. Se lui non si allena, non ci mette il massimo, magari per paura di infortunarsi la mia risposta è facile. A Demme ad esempio voglio bene. Con Gattuso ha giocato al posto di Lobotka. Quando Demme ha giocato è stato un signore.

Mi sono preso le responsabilità perché rappresento la società ma ascolto i miei collaboratori. Lo scudetto dopo 23 anni è stato un fatto straordinario: puntavo anche all’ Europa ma continuerò ad investire per vincere su ogni fronte perchè sono un vincente. Io arrogante? Sono imprenditore, mi occupo personalmente di tutti gli ambiti dei miei affari. Vengo dall’industria dell’intrattenimento e del cinema. Ho visto Lezioni di Vita e Povere Creature e mi sono emozionato. Interpreto il calcio come tante persone che vogliono riscattarsi. Se le cose non vanno bene, me ne preoccupo come imprenditore. Farò stadio e centro sportivo. Mi aspettavo questo dalla platea. Vi ho portato in Europa senza imbrogliare e ne vado fiero. Se avessi un brutto carattere mia moglie non sarebbe ancora con me dopo tutto questo tempo (ride ndr). Come mai con Kim che andava via non ho provveduto a trovare prima un difensore? Non è facile trovare un centrale. Micheli si sta dando da fare. Ci daremo da fare”.

 

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