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“Cales, il grande oltraggio” finisce in Parlamento

“Cales, il grande oltraggio” – Una storia di determinazione e amore, in linea con le origini di famiglia. E di riflesso con una discendenza da quegli Ausoni che furono popolo italico fierissimo di stanza ai piedi del vulcano di Roccamonfina.

 

Silver Mele, giornalista multiforme è di Calvi Risorta e pochi lo sanno associandolo solitamente alle vicende pallonare e di sportivi professionisti lontani dalle dinamiche di un paesino. In pochi sanno anche che Calvi Risorta fu Cales, prima colonia di Roma in Campania, nata addirittura prima di terra e come è solito “urlare” Silver “terra di Consoli, Questori, Generali d’armata. Sapete che Gneo Nevio era nativo di Cales? Ce lo racconta Mommsen. Sapete che Cicerone ne era cittadino onorario e protettore nel Senato di Roma? Che Vinicio Juniore fu uno dei più grande amatori dell’antichità, avvelenato da Messalina e che Quinto Fufio Caleno, già Console, fu a capo delle truppe di Cesare in Grecia e che per Cesare che assai lo stimava perse anche la vita?”. Per Cales Silver Mele ormai da anni conduce una battaglia senza quartiere affinché l’incuria, l’indifferenza, la cialtronaggine di chi l’ha amministrata e la amministra possano lasciare spazio alla riscoperta. Aveva la stessa estensione di Pompei e per un sessantennio Cales coniò moneta: le stesse che si trovano in vendita a venti euro su ebay.

Un vero e proprio abominio o semplicemente oltraggio come Mele racconta nel fortunato libro denuncia con prestigiosa prefazione di Maurizio De Giovanni pubblicato con Amazon. “In queste trecento pagine – ci dice l’autore – c’è il racconto di una vita, la mia, che si intreccia come i tralci delle viti calene, esaltate da Orazio, alla storia millenaria vilipesa per scarso rispetto, innanzitutto di noi stessi. Da ragazzino appassionato ad amministratore locale, spericolato e pronto a rischiare di esser impallinato dai tombaroli violentissimi e senza scrupoli, fino al cronista che ha portato Cales dappertutto, tra denunce accorate e reportage crudi, dolorosi”. “Cales, il grande oltraggio” sta diventando una sorta di manifesto per quanti ancora sperano che il destino beffardo che ha colpito la città un tempo rigogliosa e florida possa finalmente invertirsi. Al libro di Silver Mele ha fatto riferimento nella giornata di ieri l’interrogazione parlamentare firmata dall’onorevole del M5S Agostino Santillo e indirizzata al Ministro alla Cultura Gennaro Sangiuliano. Nel punto di passaggio stesso in cui il giornalismo diviene vero strumento sociale e di tutela per la cultura. In questo caso mortificata. “Non è facile vincere la resistenza della simil-local-politica – conclude Mele – cosa che può sembrare paradossale ma vera. L’attuale amministrazione del paesino, risorto oltre la Casilina, ha perfino avversato il mio impegno dandomi in varie occasioni dello sciacallo. Io francamente sorrido. Loro temono forse che le mie siano stucchevoli velleità elettorali e si abbarbicano come l’edera sui resti in tufo di una città che invece guardava molto oltre, con i suoi 60mila abitanti. Sarà sempre tardi quando si deciderà di mettere insieme forze e impegno. Ma è anche in questo frazionamento delle anime che probabilmente va ricercata la causa di uno dei più grandi obbrobri della storia”. Silver continua ad urlare per Cales e noi con lui.

Di seguito l’interrogazione parlamentare:

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