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Dalla Premier alla National League, quanti club in vendita nel calcio inglese

cellino

Non è tutto oro quello che luccica nel tanto celebrato calcio inglese. Come riportato dal portale calcioefinanza.it, sono tante le società in vendita per problemi di gestione.

 

 

C’è del marcio in Inghilterra. Così, parafrasando Shakespeare, se andiamo oltre i lustrini, i campioni ed i grandi contratti delle big del calcio inglese, se riusciamo a superare la coltre di un’immagine ormai consolidata, scopriamo un mondo di squadre in vendita, dalla Premier League fino al primo dei campionati non professionistici. Tante le squadre in difficoltà, che annaspano o che hanno subito forti contestazioni da parte dei tifosi.

C’è un po’ di Italia (ma vah…) nelle disgrazie societarie inglesi, innanzitutto impossibile non menzionare il Leeds di Cellino, l’ex presidente del Cagliari avrebbe infatti tutta l’intenzione di cedere il club ad un altro italiano, Andrea Radrizzani (già co-proprietario) per tentare di tornare in Italia, al Brescia. A ruota, segue Francesco Becchetti, proprietario del Leyton Orient, squadra che in due anni è passata dalla League Two alla National League (quinta serie, prima non professionistica) e che ha il suo bel da fare a contenere le proteste e le rimostranze dei tifosi. Tifosi che, raccolti nel “supporter trust” (organismo gestito da tifosi-soci del club), potrebbero rilevare le quote di maggioranza del club.

Insomma, capitali stranieri che non sempre fanno del bene in Inghilterra, non tutti possono avere la fortuna del Manchester City o del Chelsea, anzi, spesso questi investimenti si risolvono in crisi societarie e tenativi maldestri ci cessione o di ricapitalizzazione. Così il Porsmouth (sceso in quatto anni dalla Premier League alla League Two) potrebbe passare a Michael Eisner, ex CEO di Disney; il Port Vale (squadra di cui è tifoso il cantante Robbie Williams) è stretto tra l’IT Synectics Solutions di Burslem (società dal fatturato annuo di 13 milioni di sterline con sede nei pressi di Vale Park) e due hedge funds dagli Stati Uniti.

Occhi cinesi invece sul Brentford e sul Crystal Palace. Per quanto riguarda il culb gestito da Matthew Benham, le perdite sono state ingenti, si parla di 7,5 milioni di sterline e l’interesse del Gruppo Investor International, guidato da Chien Lee, potrebbe portare ad una partnership con quota di minoranza che creerebbe un gruppo vero e proprio tra il Brentford, il Midtylland (club danese di cui Benham detiene la maggioranza) ed il Nizza (in Francia, di cui il GII detiene già l’80%). Il Crystal Palace invece ha appena tirato un sospiro di sollievo grazie alle imprese di Big Sam Allardyce che ha garantito la permanenza in Premier League per un altro anno. Il presidente Steve Parish (che detiene il 18%) ha dichiarato di non voler vendere, ma la pressione arriva da Jiang Lizhang, di Desports, società di marketing che ha già rilevato il Granada dai Pozzo e che ha già avvicinato David Blitzer e Josh Harris per l’acquisto del loro 36% del club.

Insomma, un elenco parziale di uno più ampio difficile da rendere in queste poche righe (e che vi invitiamo a consultare su calcioefinanza.it), ma che rende l’idea di come i capitali stranieri stiano pian piano entrando sempre più in profondità nel calcio inglese e di come, alla fine, non sempre portino i benefici sperati, sotto la patina splendente della Premier League.

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