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De Laurentiis: “Nessun incontro con Wanda. James? Non cediamo alle ingiuste richieste del Real”

De Laurentiis Napoli

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, è intervenuto, in diretta da Dimaro, ai microfoni di Radio Kiss Kiss Napoli, emittente radiofonica ufficiale del club.

“Entusiasmo a Dimaro? Con i napoletani l’entusiasmo non è mai mancato. Finora è stato un ritiro molto tranquillo e sereno: sono tutti concentrati e pronti a dare il meglio. Sabato ci sarà la prima amichevole con il Benevento, che ci permetterà di incontrare un vecchio amico, come Christian Maggio. La Superchampions? Credo ci sia una grossa incomprensione, una grossa ignoranza, dovuta al non aver seguito le riunioni dell’ECA. Quest’ultima si è contrapposta alla UEFA e alla FIFA, reclamando l’importante ruolo dei club. Attraverso l’ECA si è riusciti ad ottenere una serie di vantaggi per i club stessi. Non c’è assolutamente l’intenzione di fare una Champions per pochi eletti, anzi, Agnelli ha cercato di allargare la competizione anche a club di paesi meno blasonati.

Il problema va impostato in un altro modo. Come? Se noi parliamo del 2024-27, parliamo di un periodo così distante che sarebbe illogico parlarne fin da adess. E questo l’ho detto anche ad Agnelli. Oggigiorno anche 6 mesi è lontanissimo. Qui c’è questa stupida abitudine di stabilire le cose di triennio in triennio perché la gente crede che così si può ottenere di più, ma non è così. Chi ha capacità commerciali deve sapere ottenere cose giuste e logiche anche in un lasso breve di tempo. Questa gente io la manderei a casa. Il calcio che vorrei dovrebbe essere animato da giovani, non da persone che basano le decisioni sulle stantie esperienze passate. Bisognerebbe proiettarsi al futuro e, soprattutto, essere capaci di prevedere quello che sta per accadere. Ad Agnelli ho detto che lui prima di tutto deve interessarsi di come far trovare i bambini al calcio. I bambini si stanno allontanando dal calcio a causa dei videogiochi elettronici. Ma perché? Perché questo sport è noioso, a parte qualche partita. Specie nelle fasce minori del calcio le partite non destano grande interesse. Dobbiamo immaginare quali saranno i nostri prossimi fruitori. Noi viviamo in un contesto in cui i millenials e la generazione Z praticano gli E-Games e si allontanano dal calcio. Io ho una idea per il Ministro dell’Istruzione, da proporgli: mettiamo nelle scuole elementari italiane tecnica e tattica del calcio; due ore a settimana in cui far vedere ai bambini le partite più belle, studiarle, far capire come si gioca, cosa deve fare un attaccante o un difensore, cosa vuol dire il modulo. I bambini vanno coinvolti in maniera ludica. Il nostro Paese è stato fregato dai politici, che non hanno mai pensato ai giovani e si sono preoccupati soltanto di un bisticcio tra scuola pubblica e privata. Io ho vissuto il ’69 e ho sentito delle cazzate gigantesche portate avanti. I valori essenziali sono i giovanissimi e gli anziani, entrambi da proteggere.

Ho gettato lì una mia idea, prendendo lo spunto da Tebas, che ha fatto il rivoluzionario a oltranza. Perché uno per fare una rivoluzione deve ottenere anche dei risultati. Non puoi andare a Nyon e lasciare tutti così andando via dopo cinque anni. Bisogna prendere Ceferin e dirgli: ‘Caro Ceferin, se lei non sta con noi, noi la togliamo’. Io ho parlato male di Platini e Blatter e i fatti ora dicono che non mi ero sbagliato. Ora bisogna parlare e pensare. Bisogna organizzare cosa i media desidererebbero, visto che i media rappresentano il pubblico. Dove vogliamo andare? Cosa vogliamo fare? Che interesse vogliamo creare? Dobbiamo rovinare il calcio nazionale? Giammai, perché è una fucina dei valori culturali di una nazionale. E va tenuto nel weekend. Perché dobbiamo fare una Champions League e un torneo per morti di fame a cui si dà il contentino (Europa League, ndr)? Tu UEFA, perché coi nostri investimenti vuoi fare la parte del leone? Il secondo torneo dobbiamo gestirlo noi. Benvenute a FIFA e UEFA, ma devono concentrarsi su regolamenti uniformate e sulle nazionali. Tebas ha ragione a dire che l’ECA deve organizzare il campionato europeo. Deve esserci un’unica Champions League. Per evitare un dislivello di potere economico si può fare una Champions League tra chi può permettersi determinati calciatori e un’altra Champions League per gli altri club. Poi i primi 4-5 dell’una e i primi 4-5 dell’altra potrebbero sfidarsi alla fine.

Ho sempre pensato che durante le partite il tempo si ferma, e sembriamo essere in un acquario, boccheggianti come pesci. Sarebbe bello, anziché, avere l’intervallo di 15 minuti tra i due tempi, introdurre delle specie di time-out, con gli allenatori che danno indicazioni ai calciatori, e, come accade nel basket, avere delle rotazioni tra titolari e panchinari: un modo anche per valorizzare gli investimenti e gli acquisti.

Levatura internazionale? Credo che il Napoli l’abbia sempre avuta, a parte il periodo post-Maradona, prima del nostro arrivo. Dopo il ritorno in Serie A abbiamo avuto Cavani, Quagliarella, Lavezzi, Higuain, dunque la nostra internazionalizzazione era già avviata. Il Napoli, purtroppo, ha vinto poco ma sono cambiati anche i tempi e il calcio è diventato diverso dal passato. Io sono convinto che questo club abbia perso tempo nei suoi primi 50 anni. Io quando incontro i tifosi vorrei accontentarli tutti, quando mi chiedono di vincere. Da un lato mi portano una grossa amarezza, dall’altro mi fanno molta simpatia. Gli dico che l’importante è l’appartenenza sociale a questa maglia. Voi siete napoletani, non potete non gioire del fatto che in questi ultimi 10 anni siamo l’unico club italiano ad albergare in Europa. A me dispiace se qualcuno non è soddisfatto e contento. Per me sarebbe facile prendere i plausi, conquistare lo scudetto o una coppa europeo e fallire un attimo dopo. Ma non credo che questo sia nell’interesse di Napoli e della Campania. Poi ci sono i napoletani che sono sempre insoddisfatti che si sono legati a Milan,Inter e Juventus. Noi andiamo avanti per la nostra strada, con tutta la cazzimma che non deve mai mancare. Rispettando però le regole e l’economia di un club che, rispetto all’econonomia dei maggiori club, non ha un euro in meno.

Se il calcio negli stadi è ciò che serve ai Governi per tenere tutti buoni, sereni e tranquilli, invece di scendere nelle piazze a fare le rivoluzioni, va benissimo. Com’è che soltanto in Inghilterra il Governo è riuscito a trovare delle soluzioni? Avete mai visto in uno stadio inglese episodi razzisti? Se accade, arriva un bodyguard e ti butta fuori. I politici sanno intervenire per punire, ma non per curare. Comportiamoci come gli inglesi. Quando si parla di discriminazione, come si può non prendere i colpevoli? Al San Paolo abbiamo installato 400 telecamere, investendo un milioni di euro, che lavorano con algoritmi e sono utilizzate addirittura dai servizi segreti in America. Queste telecamere ti fanno l’identikit di chi è sugli spalti. Abbiamo speso 4-5 milioni da quando ho cominciato solo in multe, comminate dalla Lega, per l’accensione di fuochi, l’esplosione di petardi. Con questi noi avremmo potuto potenziare il reparto giovanile. Non è una scusa, quindi. Chi non si comporta in maniera degna di essere ospitato al San Paolo sarà prelevato e non gli sarà dato più l’accesso, anche se ha pagato già l’intero abbonamento. Ma lo Stato perché è assente? Perché a Salvini servono quei voti? Basterebbe poco. Perché la gente deve comportarsi male negli stadi? Perché la gente si dà appuntamento negli autogrill per distruggere tutto e fare a cazzotti? Questo non è sport, questo non è calcio.

James è nei nostri cuori, soprattutto nei cuori di chi l’ha allenato meglio di chiunque altro, ovvero Ancelotti. Il problema di James è che bisogna fare i conti col Real Madrid. Noi siamo duri, non vogliamo cedere alle ingiuste richieste del Real Madrid. Non abbiamo fretta perché la nostra squadra è già molto forte. Dobbiamo fare soltanto dei colpi, niente di particolare. I colpi si fanno in due, tra chi vuole acquistare e chi vuole vendere. Noi vogliamo acquistare, ma non vogliamo correre rischi.

Domani c’è un incontro tra me e Wanda Nara? Una stupidaggine colossale, enorme. Io Wanda Nara l’ho incontrata tre anni fa e non ho nessuna intenzione di incontrarla di nuovo. Mi è bastato quell’incontro. Anche perché Icardi non rientra nelle necessità attuali del Napoli. Nel momento in cui io lo chiesi era un altro momento storico. Era, se non sbaglio, l’anno in cui s’era infortunato Milik e volevamo trovare una sostituzione a lui, ma fu bravo Sarri a far diventare il nostro folletto Mertens un calciatore capace di superare i trenta gol in stagione.

 

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