“Sono 25 anni, non dico 25 anni… Oddio, dalla prima volta che mi interessai al Napoli sono 25 anni. La prima volta non sono riuscito a comprarlo e l’ho dovuto rilevare soltanto dal fallimento perché dopo la mia prima offerta fallirono. Sono 25 anni, un quarto di secolo molto impegnativo, importante, ma c’è ancora molto da fare nel calcio”.
“Spero che con Giovanni Malagò si riusciranno a modificare molte cose, ma bisogna sedersi con Ceferin ed Infantino perché il calcio non è solo un fattore nazionale, ma mondiale. Bisogna che tutti abbiano rispetto per i tifosi che ogni squadra rappresenta. Anche con i calendari, con la quantità di partite… gli atleti hanno troppe partite sulle spalle e bisogna stare molto attenti alla loro salute, si infortunano in continuazione. Anche noi durante queste tre settimane abbiamo avuto tre infortunati che non è poco”.
“De Bruyne? L’iniezione di fiducia nel calcio te la dà il gioco stesso, i tuoi tifosi. Lui in Belgio si è caricato, ha avuto gare di grande successo e abbiamo anche noi usufruito di questa sua forma. Allegri è un grande tutelatore di spogliatoio, sa amministrare bene tutti i calciatori, con lui si lavora in maniera perfetta”.
Sul campionato: “È un campionato dove tutti si sono rafforzati, ha visto la sorpresa del Frosinone, no? Anche il Cagliari è una squadra solida, l’abbiamo visto anche ieri sera in partita. Io dico ‘piatto ricco, mi ci ficco’. Pensa che squallore sarebbe se si assistesse, come si è assistito troppo, ad un campionato dove la classifica a sinistra è un campionato a sé e quella a destra è un campionato per non retrocedere. Io l’ho sempre contestato questo fatto, ho sempre detto che bisogna rafforzare tutti quanti, come in Inghilterra, altrimenti i campionati sono un po’ falsati e a me le cose falsate non sono mai piaciute”.
Sulla sfida di Champions League contro il Villarreal: “Sono partite a sé stanti, sono partite dove ci sono tre risultati possibili, ovvero sconfitta, pareggio o vittoria. Ci sono condizioni ambientali, momenti positivi e momenti che non riesci a spiegarti come successo a noi l’altro anno, dove siamo arrivati in una posizione assurda, impossibile per uno che poi arriva secondo in campionato. Mai fare pronostici, poi lei lo sa che io sono di origini napoletane, sono estremamente scaramantico. Io dico sempre ‘Che vinca il migliore, ovvero noi’”.
Infine su Giovanni Malagò: “Si poteva evitare tutto quello che è successo attorno a lui. Ma questa è l’Italia delle invidie, del malcostume e delle persone che non ti perdonano il successo e l’intelligenza. Questo è grave”.
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