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De Nicola: “Morte di Astori un insuccesso della medicina”

de nicola

Il dottor Alfonso De Nicola, medico sociale del Napoli, ha rilasciato un’intervista al giornale Informare dopo essere stato riconosciuto ufficialmente come comandante del miglior staff medico d’Europa a livello calcistico. 

 

 

Dott. De Nicola, cosa significa per il Napoli ricevere questo riconoscimento importante?
«Devo innanzitutto dire che il lavoro non è solo mio, bensì dei medici che mi affiancano e dei fisioterapisti che lavorano con noi quotidianamente. Sono persone eccezionali, umili e che hanno elevato il livello culturale dell’equipe».

Da cosa proviene lo stimolo?
«Proviene dal presidente De Laurentiis, da mister Sarri e anche dal prof. Antonio Giordano. Con lui facciamo un progetto di ricerca fondamentale per la squadra. Questo potrebbe portarci a grandi risultati. Il prof. Giordano ci ha dato un’impostazione che abbiamo adottato anche nel settore giovanile».

In cosa consiste quest’impostazione?
«Il fulcro è tutto nella ricerca, nel capire perché accade un determinato fenomeno ed arrivare alla prevenzione. Ciò lo si fa tramite la ricerca: una raccolta dei dati e delle esperienze che vengono studiate per capire cosa può essere prevenuto»

Ci siete sempre riusciti dott. De Nicola? Anche alla luce della morte di diversi professionisti nel corso degli anni.
«Non sempre ci riusciamo. Una delle più grandi insoddisfazioni che abbiamo avuto è vedere proprio che, ogni tanto, qualche calciatore viene meno per motivi medico-sanitari»

Come valuta allora la morte di Davide Astori?
«Non sappiamo di preciso i risultati dell’autopsia, ma una cosa è certa: un professionista è venuto a mancare. Fortunatamente succede meno in Italia, perché qui abbiamo normative rigorose. In ogni caso: anche la morte di Astori è un insuccesso della medicina»

Anche se si tratta di morte naturale?
«Sì, noi dobbiamo essere capaci di prevenire. In Campania siamo già stati capaci di prevenire patologie ben più gravi. Questa Regione è la prima ad aver cominciato a studiare le motivazioni di un aumento esponenziale del numuero di malati di cancro. Io ho cercato di riportare questo modello nel mondo del calcio».

Come condensare in due parole questo insuccesso?
«Dobbiamo studiare e capire perché succede. Dobbiamo fare prevenzione partendo dalle patologie più gravi».

Fonte Informare

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