Nazionale

De Rossi: “E’ una partita da giocare con le armi con cui cerchi di vincere sempre. Il gruppo è posivito”

Il centrocampista dell’Italia, Daniele De Rossi, ha parlato in conferenza stampa prima della gara contro la Svezia.

Queste le sue parole: “Sono due partite che non si possono sbagliare. La posta è altissima. Sangue e sudore vanno bene, ma occorre anche lucidità. Se servisse solo fare la lotta in campo, allora giocherebbero tutti. C’è bisogno di intelligenza, perché la partita è importante.

Sedici mesi sono pochi per una Nazionale, perciò è normale che le squadre non siano stravolte. Fu una partita difficile, la Svezia ci mise in difficoltà anche se non creò grossi pericoli. Il precedente ci fa ricordare che possiamo batterli, ma restano sempre una squadra forte. Non andremo a stravolgere il nostro modo di giocare perché è uno spareggio mondiale. E’ una partita da giocare con le armi con cui cerchi di vincere ogni partita. Certo, teniamo più a questa che a tante altre, sappiamo che alcune pesano in maniera diversa.
 Ho fiducia in Ventura. I ricambi generazionali ci sono e ci dovranno essere. Noi anziani non siamo stati abbandonati per poi essere rispolverati. Abbiamo avuto sempre un ruolo da protagonisti. Non sarebbe un jolly giocato in extremis per salvarsi. Nel post Albania o Macedonia non c’era il sorriso. Ci sarà poco da ridere se saremo eliminati, perché noi dobbiamo andare al Mondiale. L’ambiente qui è positivo. La continuità fa sì che qui ci sia un gran gruppo e un grande spirito di appartenenza. Poi il risultato la farà da padrone sul nostro stato d’animo. 

Io ci tengo molto a fare il quarto Mondiale, è il mio lavoro, devo farlo in maniera seria. Se non riuscissi ad approdare al Mondiale, sarebbe un marchio sulla mia carriera. Bisognerà stare vicini all’italia, mettendo da parte i campanilismi. Spero in una grande cornice a San Siro. Occorre grande appartenenza e grande sostegno. Chiedere fiducia adesso sarebbe fuori tempo, bisogna conquistarla. C’è la consapevolezza di esser una squadra forte, forse migliore ella Svezia, ma c’è quel pizzico di paura che esiste nel calcio moderno. Non è più come una volta, quando l’Italia vinceva sempre con le squadre più blasonate. Bisogna avere piedi di piombo e stare molto attenti, ma abbiamo tanta fiducia nello spogliatoio. Occorrerà la prestazione in campo, ma le convinzioni dell’allenatore non verranno meno.

Il fatto che non ci sia Ibrahimovic è sempre un vantaggio. Anche a 40 anni e con una gamba rotta, io Ibra non lo vorrei mai contro. Ma la Svezia non è una squadra sconosciuta né materasso. Se il Mondiale è importante per me che ne ho fatti tre, immagino per loro che magari hanno avuto meno opportunità”.

Fonte: gazzettadellosport

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