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“Non ammazzo 11 giocatori per farne deprimere altri 11”. Ecco l’ancelottismo

Dopo un triennio in cui si conosceva a menadito la formazione titolare, Ancelotti mette in chiaro il suo credo.

“Milik o Mertens domani contro la Fiorentina? Non ho ancora scelto. Entrambi hanno giocato per intero le ultime gare con la Nazionale e ieri erano molto stanchi, decido soltanto dopo l’allenamento di oggi”. Carlo Ancelotti mette subito le cose in chiaro, nessuna scelta preventiva come avvenuto in passato. Un concetto ribadito a chiare lettere nelle successive dichiarazioni, una netta divisione con gli ultimi tre anni di Sarri:

“Ora inizia un tour de force con match importanti, ora pensiamo alla Fiorentina poi valuteremo i giocatori disponibili per la trasferta a Belgrado. Ovviamente quando si perde i cambi vengono sempre criticati ma non arretro il mio pensiero: io non devo valorizzare la rosa ma far arrivare in alto il Napoli. Penso ad esempio a uno come Ounas che a Genova nel secondo tempo è entrato ed ha fatto molto bene. Ci sono tante gare ed abbiamo tanti calciatori, non voglio ammazzarne 11 e far deprimere gli altri 11”. Chiamatelo “Ancelottismo”, se vi pare.

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