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Il coraggio di raccontare il dolore: Giorgio Perinetti al TC Napoli ha presentato il suo libro “Quello che non ho visto arrivare”

Perinetti commuove il Tennis Club Napoli con la storia della figlia Emanuela lanciando un forte messaggio di sensibilizzazione sul dramma dell’anoressia

Ci sono pomeriggi in cui lo sport, le carriere e i successi professionali restano fuori dalla porta, lasciando spazio a storie di vita vera. È quanto accaduto oggi, mercoledì 4 febbraio, nella cornice storica del Tennis Club Napoli, dove la presentazione del libro “Quello che non ho visto arrivare” (Cairo Editore) si è trasformata in un momento di profonda riflessione e commozione.

Scritto da Giorgio Perinetti, storico dirigente del calcio italiano, insieme al giornalista Michele Pennetti, il volume è un viaggio doloroso ma necessario all’interno di una tragedia che ha colpito Perinetti da molto vicino: la perdita della figlia Emanuela, portata via dall’anoressia.

Il titolo è già un’ammissione di vulnerabilità: “Quello che non ho visto arrivare”. Perinetti si mette a nudo raccontando l’impotenza di un padre di fronte a un male invisibile e subdolo: una testimonianza che ha toccato le corde più intime di tutti i presenti.

“Questo libro non nasce per celebrare un dolore, ma per trasformarlo in uno strumento di aiuto”, è il messaggio emerso durante l’incontro. L’obiettivo è chiaro: tendere la mano a chi oggi sta attraversando lo stesso incubo, sensibilizzando le famiglie e le istituzioni su un disturbo che troppo spesso viene sottovalutato o nascosto. Che troppo spesso si identifica con difficoltà, e dunque sfugge può sfuggire a cure immediate ed efficaci.

L’incontro, aperto dai saluti del Presidente del Club Riccardo Villari, è stato moderato con delicatezza da Francesco De Luca, Caporedattore allo sport de Il Mattino. Al tavolo dei relatori, il contributo tecnico e associativo di Chiara Celentano, rappresentante di AIDAP ReP, è stato fondamentale per inquadrare la complessità dei disturbi alimentari e l’importanza di una rete di supporto specializzata.

In una sala gremita e partecipe, non è mancata la vicinanza delle istituzioni e del mondo sportivo cittadino. Tra gli intervenuti, l’assessore allo sport del Comune di Napoli, Emanuela Ferrante, che ha sottolineato l’importanza sociale di eventi che rompono il tabù di una malattia come l’anoressia. Presenti anche Elisabetta Conte, moglie dell’allenatore del Napoli e Erinda Gorenca, dell’ufficio marketing azzurro. Tanti gli interlocutori del mondo del calcio e giornalisti sportivi presenti a testimonianza di come tanti amici con affetto si stringano attorno a un uomo che per questo sport ha dato tanto, e che ora riceve un calore umano immenso.

La bellezza che resta è quella del ricordo, ma soprattutto quella della solidarietà. Trasformare una perdita privata in un bene pubblico è l’ultimo, grandissimo gesto d’amore di un padre per sua figlia. Di Giorgio per Emanuela.

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