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Juventus-Sassuolo, la partita dei fortunati

L’anticipo della ventinovesima giornata è stato un vero e proprio omaggio alla dea bendata. Juventus-Sassuolo da possibile sfida spettacolare che avrebbe potuto rilanciare il calcio italiano in caduta libera, si è trasformata in un’osanna alla fortuna, in una sorta di processione pagana dietro la statua della dea bendata portata in spalla da Simone Zaza.

A guidare la processione con il cero acceso c’era Buffon. La dea bendata gli ha eliminato dal gioco Missiroli, Berardi e Defrel, tre possibili attentatori al suo record d’imbattibilità. Ora gli mancano tre minuti solo tre minuti per superare l’ex milanista Sebastiano Rossi. Ma quei tre minuti sono da considerare già trascorsi nel derby contro il Torino. Chi avrà mai il coraggio di impedire a Buffon di battere un record in dirittura d’arrivo? Ma sinceramente Buffon merita questo rispetto, è pur sempre il portiere più forte di tutti i tempi.

Non è passata inosservata la partecipazione alla processione, dell’intero reparto difensivo della Juventus. La fortuna ha voluto che anche questa volta il diffidato Bonucci non sia stato ammonito e, quindi, può ancora sopperire tranquillamente all’assenza dell’infortunato Chiellini. Bisogna tenersi ancora buona la fortuna, per spingerla a far squalificare Bonucci appena Chiellini sarà pronto al rientro, ancora meglio dopo il derby e prima del Milan, quindi in casa contro l’Empoli. C’è da scommetterci che la dea bendata non resterà insensibile a questa partecipazione di massa.

In processione c’era Allegri per ringraziare la dea bendata sia perchè il Sassuolo si è presentato senza quattro pezzi da novanta (Cannavaro, Defrel, Missiroli e Berardi), sia perchè gli avversari sono scesi in campo preoccupandosi di non fare contrasti fisici per evitare infortuni, in vista del delicato match contro il Bayern Monaco in Champions League.  

Alla processione ha partecipato anche Berardi, con tanto di cappotto, cappello, sciarpa e guanti e imbottito di aspirine. Il suo ringraziamento è per l’influenza che lo ha colpito alla vigilia del match contro la sua futura squadra. Come avrebbe potuto mai presentarsi a Torino la prossima stagione, se mai gli fosse scappato il golletto che avrebbe interrotto l’imbattibilità di Buffon? Al suo fianco si è notato il difensore del Sassuolo Vrsaljko, magari per chiedere a sua maestà fortuna, di concretizzare il prossimo mese di giugno il passaggio in bianconero saltato l’estate scorsa. 

Però bisogna ammettere che è stata davvero una gran bella processione. Ancora sembra di sentire il canto di devozione: “W, W, la dea bendata protettrice della squadra mia”.

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