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L’azzurro fa 90 – Hugo Maradona: “Diego vuole tornare a Napoli ma ad una condizione!”. Ecco come gli ospiti ricordano Maradona

La manifestazione “L’azzurro fa 90”, presso La Cartiera di Pompei, è arrivata al suo ultimo giorno. Gli ospiti presenti sono tanti, tra cui il fratello di Maradona, Hugo Maradona.

Prende parola Stefano Ceci: “Emozioni uniche, speriamo che la stagione si chiuda con lo scudetto. Napoli merita dopo tutto questo tempo una gioia unica. Il mio libro ripercorre il percorso della mia vita rincorrendo il campione. Chiunque avrebbe voluto vivere una giornata con lui. Mi è capitata una storia anormale. Ho avuto tanta pazienza. L’ho sentito prima di arrivare qui. Potevo scegliere un’altra strada nel 2000, quando lo conobbi. Aveva smesso di giocare ed era solo. Ero ad un bivio: andare via o restare con lui, ho scelto la seconda opzione”.

Maradona fa un video-messaggio per Ceci: “Il mio amico Stefano sarà contento di fare ciò che non ho potuto fare io, starvi vicino. Il suo libro racconta tutto ciò che ha vissuto con me senza intermediario. Ho pianto con lui, ho riso con lui, Stefano è stato sempre con me!”.

Dopo il video-messaggio, Stefano Ceci continua: “Da tifoso del Napoli, vederlo è una gioia. Mi chiama sempre e mi vuole sempre con lui. Quando lo abbraccio la sera, sento l’affetto di un bambino”.

Ecco che Hugo Maradona, fratello di Diego, dichiara:Avevo 12-13 anni, eravamo al corrente della firma. C’erano altre squadre ma ha scelto Napoli. Non fu facile…Qualcuno mi scambia per Diego ma io sono più bello. Calcetto? Dicevamo sempre di non farci male, ma al fischio d’inizio era una guerra. Qualche volta veniva anche Bertoni. Diego vuole tornare a Napoli con un ruolo certo ma senza dare fastidio agli altri. Un nome così grosso potrebbe dare fastidio a qualcuno. Guarda tutte le partite del Napoli”.

Così Lucariello: “Il Barcellona non voleva vederlo, i due figli del presidente blaugrana lo adoravano. Lui disse Napoli ti amo e fu finalmente vinta la resistenza, facendolo arrivare in azzurro”.

Poi l’ex Montervino racconta di come essere capitano del Napoli è difficile:Essere capitano del Napoli è un qualcosa di unico. È qualcosa di importante, è una fascia indossata da Maradona e Bruscolotti, è molto pesante. Sono stato un pezzo discretamente importante della nuova rinascita ed essere ricordato come il capitano è per me bello”.

Presente anche Monica Celentano: “Il rapporto di mio padre con Maradona era un qualcosa di unico: amicizia pura condita dalla fede del calcio. Mio padre era innamorato del calcio e ricordo di quando entravamo negli spogliatoi e vedevamo la gioia di aver vinto lo scudetto. Diego era un po’ il suo figlio maschio”.

Ciro Caruso: “Maradona, ricordi fantastici. La mia infanzia, la mia vita. Io ero nelle giovanili e andavo a caccia di pantaloncini e calzettoni di Diego e Careca. Vedevo la maglia e facevo gli occhi a cuoricino”.

Marolda: “Giocavamo il lunedì partite con Diego. Gli parai un colpo di testa, io ero in porta e da lì finii la mia carriera”.

Dall’inviato: Ciro Novellino

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