Che cosa vogliamo fare?
Decidiamo.
A parte le polemiche che manco si è cominciato, già hanno stancato ma il miracolo solo uno stupido può averlo aspettato.
Torniamo al punto:
vogliamo parlare di calcio o vogliamo parlare di biliardino?
Le mummie rosse e blu stanno nel biliardino che è, pure, un gioco divertente ma non è il calcio.
Già hanno costretto i difensori a fare quella cosa oscena di saltare con le mani dietro la schiena,
ora anche gli attaccanti dovrebbero diventare mummie e segnare con la telepatia.
Prima ci lamentiamo della mancanza di gol e della poca spettacolarità della Serie A,
dei calciatori che si buttano a terra ad ogni alito di vento,
prima ci lamentiamo della nostra fragilità, della scarsa veemenza
ed esaltiamo la fisicità degli altri e le linee guida arbitrali europee,
poi passiamo ore a discutere sul gol di De Bruyne.
Solo in Italia si può perdere tempo in questo modo.
Tutto questo accade mentre le indicazioni date da Orsato sono chiare:
in Italia ci si adegua alle direttive europee.
Nei ritiri di Cascia e Coverciano e nel confronto privato con ex colleghi, Orsato ha chiarito che in situazioni analoghe a quella di Genova, si gioca.
Il calcio è sport di contatto.
Quindi l’auspicio è che in Italia ci si abitui rapidamente e con poche chiacchiere, a:
zero cadute scenografiche, richieste di falli che non saranno fischiati e perdite di tempi inutili
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