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La leggenda della positiva “settimana tipo” per il Napoli

L’uscita del Napoli dalle Coppe, che sembrava quasi una “garanzia” di rendimento migliore, non è stata un toccasana.

 

 

 

Bramata e invocata per metà stagione, quando il Napoli era saldo al primo posto della classifica della Serie A e si destreggiava con alterne fortune fra le coppe,  la “settimana tipo” sembrava essere la soluzione ad ogni tipo di minimo malessere psico-fisico della squadra azzurra, una sorta di rinforzante per le fondamenta della cima della graduatoria del campionato italiano.
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Proprio per questo motivo l’uscita dall’Europa League, ultima competizione abbandonata dagli azzurri lo scorso 22 febbraio dopo il doppio confronto con il Lipsia, era stata accolta quasi come una “manna del cielo” da parte della stragrande maggioranza dell’ambiente. Tutti pazzi per il famoso “all-in” sul campionato (mai dichiarato dalla squadra anche se per stessa ammissione di Sarri forse incosciamente scelto) e convinti del fatto che non giocare le coppe avrebbe portato soltanto innumerevoli benefici per la lotta Scudetto.

Oggi, al netto di una matematica che tiene ancora in vita il Napoli per un’eventuale vittoria del campionato, si può sfatare assolutamente – numeri alla mano – il mito della “settimana tipo“. I dati confermano un incredibile calo di rendimento della squadra in termini statistici, proprio dal momento in cui ha abbandonato anche l’ultima competizione oltre la Serie A: su 10 gare giocate, gli azzurri hanno ottenuto soltanto 18 punti (5 vittorie, 3 pareggi, 2 sconfitte) e soprattutto hanno abbandonato il primo posto, scavalcati dalla Juve (oggi a +4).
Un rendimento al di sotto delle aspettative “tricolori” e che è ancora più evidente se rapportato alle precedenti 10 gare prima dell’uscita dall’Europa League (e con il Napoli impegnato anche in Coppa Italia), quando arrivarono 9 vittorie e 1 pareggio per un totale di ben 27 punti: ben 9 lunghezze in più con le “coppe fra i piedi”. Un dato che fa riflettere e che – sperando che gli azzurri siano protagonisti di un miracolo “tricolore” nelle ultime tre gare – sottolinea che forse quelli che dicevano che “più giochi e vinci e più la stanchezza non la senti” non avevano tutti i torti. Peccato.

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