Napoli-Roma:
Mct(2)An kdb
Poteva essere la formula della felicità
Le promesse a metà
Dubitare è saggio ma è più saggio prendere consapevolezza delle certezze:
Il punto debole del Napoli è di non reggere per tutta la durata della partita e questo ha determinato i recuperi degli avversari da posizioni di svantaggio.
La notizia positiva è che sia aumentato il tempo di resistenza , contro la Roma hanno tenuto, quasi, fino alla fine ma il ‘quasi’ è il problema.
I motivi sono soprattutto due:
condizione fisica e ricambi non all’altezza ed entrambe sono collegate.
Le responsabilità
Qui subentrano le responsabilità societarie perché, dietro i limiti delle rotazioni, c’è la grande scommessa fatta nel tenere in rosa calciatori con difficoltà fisiche e tecniche senza dotarsi di alternative.
L’ingresso di Beukema, che ha giocato poco lo scorso anno per scelte tecniche, ha saltato la preparazione per problemi fisici ed ha continuato a giocare poco ,anche, in quest’avvio di stagione, ha condizionato il risultato.
Badiashile ha retto bene fino a che è stato in campo ma è un giocatore con uno storico di infortuni pesante ed era prevedibile si ripetessero.
Così come le indisponibilità di Neres e Alisson hanno tolto alternative fondamentali.
I titolari recuperati
Anguissa, McTominay e De Bruyne fanno il Napoli forte ma non basta perché il calcio è un gioco di squadra e di rotazioni.
Il calcio non sarà mai il baseball
In queste settimane è stato un susseguirsi di analisi, statistiche e interpretazioni di dati.
Queste rilevazioni sono importanti ed i primi ad usarli sono i club che pagano profumatamente per avere a disposizione tutti i valori espressi in partita ma non sono la risposta a tutto.
Primo:
perché la bellezza del calcio sta nella sua imprevedibilità e nel gesto tecnico inaspettato.
Immaginate una partita dominata da una squadra ma vinta dall’altra per un gol come quello fatto da Anguissa.
In quale dato statistico si potrebbe mai trovare la risposta ad un’analisi tecnica?
Secondo:
i dati possono essere una conseguenza e non una causa.
Se il Napoli si abbassa, non mantiene un’aggressione di palla forte,
può essere determinato dalla condizione fisica e dall’indisponibilità di calciatori con certe caratteristiche più che da scelte tattiche.
Il fatto è che oggi il Napoli segni molto ma subisca altrettanto e allora aveva ragione Allegri quando diceva che il problema era la fase difensiva.
Il naso all’insù
Ora un altro pericolo che si staglia all’orizzonte, potrebbe essere il guardare gli abituali competitor troppo da lontano.
Insomma vedere gli altri fare il campionato da protagonisti recitando quello di comparse.
È già successo nell’anno del decimo posto, dovrà essere Allegri ad evitare che accada di nuovo.
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