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Montezemolo: “Maradona il più mitico in assoluto, mi chiamava spesso per le Ferrari”

In una lunga intervista rilasciata al Corriere dello Sport, Luca Cordero di Montezemolo ha parlato anche del mondo del calco. 

“Mourinho? Non è certo un allenatore finito José, anche se può starci il logorio mentale di una storia molto intensa combinata a un ego così protagonista…Ha esagerato nel lamentarsi. Un allenatore forte deve tirar fuori il massimo da quello che ha. Il rischio è la demotivazione dei calciatori, a furia di sentirsi dire che non sono all’altezza. Di positivo c’è che ha rigenerato un ambiente che con Pallotta era andato in depressione. 

Juve? L’Avvocato Agnelli era affascinato da Sacchi, io ci parlai ma l’Avvocato aveva già preso Maifredi, sa il calcio champagne. Un tipo simpatico, alquanto pazzo. Ricordo la sera che perdemmo 5-1 col Napoli in Supercoppa. Il povero Tacconi era distrutto: ‘Mi ha fatto giocare da libero…’. Non poteva durare alla Juve. Super pentito di aver accettato la Juve, fu una sciocchezza ma mi era difficile dire di no all’Avvocato. 

Andrea Agnelli? Contano i risultati c’è poco da dire o contestare. Nove scudetti parlano chiaro. La Superlega è un tema che prima o poi dovrà essere affrontato nelle forme giuste. Il trend va in quella direzione. Allora furono decisamente sbagliati i modi e il timing. 

Calciatori mitici? Maradona su tutti. Mi chiamava spesso per le Ferrari. Quella volta che a Torino gli facevano i cori: ‘Ciuccia la banana. Disse all’Avvocato prima della partita: ‘Se non smettono, gli faccio due gol’. Ne fece uno. Quello su punizione. Un gol impossibile, contrario alle leggi della fisica…”

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