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Pavarese: “Napoli non è la città dei miracoli, ma una città capace di far dare più del dovuto trascinando i calciatori oltre i propri limiti

A “1 Football Club”, programma radiofonico in onda su 1 Station Radio, è intervenuto Gigi Pavarese, ex direttore sportivo del Napoli.

“Scudetto? Non ci sono più aggettivi… Finalmente siamo arrivati al raggiungimento di questo obiettivo, sembrava non arrivasse mai! Ieri ho visto la partita con un tale disinteresse, era strano. È una festa destinata a continuare sino alla celebrazione dell’ultima di campionato.

Parole Giuntoli? Non ho sentito nulla. Inebriati dalla felicità si possono commettere degli errori ed è facile essere fraintesi. Ora è il momento di gioire. L’unica cosa che mi dà forza sono le dichiarazioni di giovedì del presidente, che ha affermato di voler continuare a vincere. La società, inoltre, ha già dimostrato di saper fare programmazione, ‘sbattendosene’ di tutti. L’estate scorsa ne è stata una dimostrazione eclatante. Condivido le parole di Giuntoli, è De Laurentiis la garanzia del successo, e sono sicuro che vincere, in questo caso come non mai, aiuterà a vincere ancora.

Napoli non è la città dei miracoli. La nostra è una regione di cittadini devoti, soprattutto al patrono San Gennaro. Napoli è una città che coinvolge e sa riconoscere chi per la maglia dà l’anima, una città capace di far dare più del dovuto trascinando i calciatori oltre i propri limiti. Vincere a Napoli è differente.

Importanza Giuntoli? Anzitutto va detto che Giuntoli ha ancora un anno di contratto. Per il direttore sono davvero felice. Ho sempre usato parole felici per il direttore partenopeo, anche quando era oggetto di critiche. Ha dimostrato di essere un professionista eccelso, tra i migliori dirigenti italiani. Ha condotto il Carpi dalla D alla A, i risultati non vengono a caso. Ciò che raccoglie a Napoli è frutto dell’abnegazione di tutti gli anni in azzurro. Va inoltre riconosciuta la capacità di valorizzare le intuizioni del direttore sportivo. In tal senso, la crescita di Osimhen ne è compiuta esemplificazione. La crescita del Napoli va imputata anche alla possibilità di affidarsi alla leadership tecnica e caratteriale di un calciatore come il nigeriano. Il tecnico è stato eccezionale nella crescita di molti altri azzurri, come Lobotka e Kvaratskhelia. Il georgiano è un vero capolavoro di Luciano. Nessuno dubitava sulle doti tecniche dell’attaccante ex Batumi, ma l’inserimento nel calcio italiano, per i giocatori ‘oltre Cortina’, è sempre stato difficoltoso. A tal motivo ritengo che il lavoro svolto con Kvara, dall’allenatore, possa ritenersi anche superiore a quello svolto con Osimhen.

Ad essere importante è la capacità intuitiva dell’allenatore nel valorizzare le qualità dei propri calciatori, e di schierare una squadra che possa imporre l’identità del gioco del tecnico. In questo, sia Giuntoli che Spalletti sono stati eccezionali” 

Il Napoli non può rinunciare a nessuno dei due. Mi auguro che possano avere ancora lunga vita in azzurro, e sono sicuro che il Presidente farà il possibile”.

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