Editoriale

Qualcuno spieghi a Speranza che la prudenza non si sposa con l’emergenza. Ora tocca a Draghi fare la differenza

L’Europa ha fallito nella progettazione della campagna vaccinale.

Da una parte le lungaggini burocratiche. Dall’altra l’incapacità di aggredire in modo deciso il mercato( schifoso e disumano) dei vaccini. Investendo troppo poco. In mezzo, non aver previsto l’autoproduzione e non essersi organizzati in tempo per poterne avere uno proprio.

Ora è il tempo delle scelte, perché non si può più aspettare e vanno prese decisioni cruciali a livello dei singoli paesi dell’Unione. Decisioni concrete e pragmatiche ma anche visionarie che vadano oltre gli ideologismi e le ripicche politiche.

L’Inghilterra ha scelto la via della massima copertura utilizzando la prima dose di antidoto su larga scala e i risultati le danno ragione. Per l’Europa dei boiardi, ammettere che i traditori inglesi possano aver visto giusto, è dura e lo stesso discorso vale anche per gli esperti continentali che non hanno avuto le stesse intuizioni dei colleghi anglosassoni.

In Italia il ministro Speranza (non certo un intraprendente) continua a predicare prudenza. Il punto è che la prudenza mal si sposa con l’emergenza.

Il responsabile della sanità, carente di conoscenze personali, non essendo esperto della materia, continua a rifugiarsi nei pareri tecnici che( ovviamente sono discordanti) e i consiglieri del ministro discettano tra loro, come fossero in un consesso accademico. Della dottrina, però, non sappiamo che farcene, i dati su cui fondare scelte certe mancano e mancheranno, ora serve coraggio e intuizione.

Nessuno, dei membri di questi famigerati CTS, passerà alla storia per qualche contributo significativo alla lotta a Covid ma possono almeno fare meno danni possibili.

Ora tocca a Draghi, fare la differenza, con scelte coraggiose e anticipatarie, autorizzando l’utilizzo su vasta scala dei vaccini per garantirne a quante più persone possibili una prima dose.

Il Presidente del Consiglio è stato scelto perché rappresenta il meglio possibile, per esperienza, spessore, e capacità.

Ora, tocca a lui fare la differenza per l’Italia e indicare la via anche agli altri paesi, soprattutto ai più poveri.

Ha la forza e il carisma per alienarsi dai lacciuoli politici, per dare una svolta ed un indirizzo al nostro futuro, tirando fuori dalle spire della disperazione, un popolo che vuole ritornare a vivere.

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