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Raiola: “La Superlega esiste già, il divario è in continua crescita e la Champions è chiusa ai soliti”

Mino Raiola, noto agente sportivo, ha rilasciato un’intervista al quotidiano spagnolo AS, in cui ha parlato anche della Superlega.

 

“Ho la mia idea, che è radicalmente diversa dalle altre. Ho sempre condotto una battaglia contro la FIFA, contro questa mentalità monopolistica che non mi piace. Non abbiamo bisogno della FIFA per giocare a calcio. Ma la mia grande osservazione sulla Superlega è che gli organizzatori volevano fare a meno della Champions League per giocarci. È stato questo l’errore. La Ferrari può andare con una macchina in Formula 1 e con un’altra a LeMans. Perché il Real Madrid non giocare in Champions League e in Superlega? Sarebbe stato l’esperimento più meraviglioso della storia del calcio. Organizza due tornei, Champions e Superlega, e lascia che sia il pubblico a decidere quale preferisce. Se possedessi un club, vorrei che la mia squadra giocasse in Superlega e anche in Champions League. E ovviamente nei campionati nazionali. Per i calciatori sarebbe un bene, e anche per i tifosi. Quella competizione costringerebbe gli organizzatori a realizzare tornei davvero attraenti. Oggi, e qualcuno vuole guardare il calcio ai massimi livelli, ha solo la Champions League.

Ho guardato con incredulità le proteste per le strade della gente. Erano proteste contro qualcosa che non era stato ancora spiegato. Hanno protestato contro la sensazione di una competizione chiusa. Ma la Superlega non dovrebbe essere un obbligo, no? Se vuoi vederla vai avanti, se non vuoi non pagare per vederla”

Perché gli americani comprano i club in Europa? Perché gli europei non li comprano? Perché qui ci sono soldi, ma non c’è un tale spirito di investimento nello sport. Se compri un club in Europa, per le persone e per le banche sei pazzo. Un americano, invece, compra il club con un’idea, con l’idea di business, di economia, come hanno comprato il Liverpool o lo United. Puoi comprare un club come lo United, ma non puoi avere la loro mentalità americana. E la realtà è che MLS, NFL o NBA sono organizzate in questo modo… Quelle persone che hanno protestato per strada, odiano l’NBA? La Formula 1 è aperta?


Superlega metterebbe fine ai campionati nazionali? Falso. Sono la stessa Champions League e il Fair Play Finanziario ad aver creato le differenze tra grandi e piccoli club. Il motivo è semplice. Nel caso della Spagna, sono quasi sempre le stesse sei squadre che entrano nelle competizioni europee: Real Madrid, Atlético, Barcellona, ​​Siviglia, Villarreal, Valencia. Sono sempre queste squadre a spartirsi i milioni che arrivano ogni dalla Champions e dall’Europa League. E il divario con gli altri sta diventando sempre più grande.

Problematico giocare due tornei? Dimmi quanti giocatori hanno in rosa il Barcellona o il Real Madrid. I club oggi hanno un problema, che hanno più giocatori di quelli che possono entrare nella squadra. L’Unica regola da mettere sarebbe quella di non poter cambiare una stella da un torneo all’altro. L’obbligo dovrebbe essere quello di fornire l’elenco di chi gioca quella competizione prima dell’inizio. Ciò consentirebbe ai club di definire una strategia a quale competizione vogliono dare più importanza e persino di ingaggio determinati giocatori per giocare a ciascuna di quelle competizioni. Un club dovrà pensare: acquisto Ibrahimovic per giocare la Champions o la Superlega?”

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