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Sacchi: “Sarri ha già vinto, in Italia non c’è cultura sportiva”

Arrigo Sacchi ha rilasciato un’intervista a TV Luna:

 

“La differenza non la fa la quantità di vittorie ma il modo in cui vinci.

Quello dei napoletani di applaudire il Milan fu un gran gesto, non si verificava negli stadi. Per noi fu una delle cose più belle perché questo paese ha sempre difettato in questo senso.

La cultura sportiva non è cresciuta, non ci sono valori, non c’è neanche più spazio per valori come il merito, il coraggio, l’emozione, lo spettacolo ma basta vincere, non importa quale escamotage ed a quale costo, l’importante è spendere, essere furbi, sono poche le squadre che cercano di vincere con la bellezza ed il merito, dominando il pallone, tra queste anche il Benevento che ha giocato con coraggio, come Lazio, Sampdoria e Atalanta, al di là del Napoli. Si sta svegliando qualcosa.

Ancelotti-Sarri? Entrami cercano di vincere con merito, è un grande cosa. Avere il possesso del gioco significa aumentare l’autostima, mentre altri hanno concetti di 50 anni fa sul non prenderle e così si rimane nel passato. Il mio Milan è stato poco imitato in Italia, molto invece in Europa. Molti mi chiedono ancora come sia potuto nascere quella squadra in Italia. Quel Milan non voleva solo vincere, voleva divertire.

Sarri è un grandissimo, alle spalle non ha una società con la storia e le possibilità che aveva il mio Milan.

Il Napoli tiene a posto i bilanci, ha vinto poco nella sua storia e la storia conta. Sarri ha già vinto, lo si può fare anche senza vincere realmente. Se resterà o continuerà ha lasciato un ricordo indelebile. Il Napoli è arrivato a pochi punti da un club che ha una storia enorme ed è tra le più ricche del mondo.

Bisogna credere nelle idee e nel lavoro, consapevoli che se uno spende 3 volte quello che spendi tu se non sono degli stupidi avranno dei vantaggi che il gioco non può sempre colmare. Quanto è accaduto al Napoli che ha fatto un capolavoro, non portato a termine per esperienza, abitudine nel momento cruciale. Nessuno di loro ha vinto qualcosa di importante.

Il calcio italiano deve essere grato a Sarri, capostipite di un gruppo positivo. Personaggi così ci permettono di uscire dalla dittatura ed avvicinarci di più a chi vuole vincere con merito”.

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