Serie A

Serie A, gli stadi chiusi portano una pesante perdita per le società

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Il campionato di Serie A si avvicina alla sua chiusura, mancando solo le partite in programma oggi, ma la perdita per le società con gli stadi chiusi è enorme.

12 giornate del girone di ritorno di Serie A, più i recuperi che non si sono potuti giocare delle partite sospese poco prima del lockdown a causa del Coronavirus. Questo il totale delle partite che si sono giocate a porte chiuse da poco dopo la metà di giugno fino alle, ultime, cinque partite di oggi che chiudono il campionato.

Tutte giocate a porte chiuse, in stadi vuoti dove non si sentivano altro che le grida dei giocatori, degli allenatori ed i “rumori” del pallone. Una ripresa del calcio cercata e voluta, dopo tanto parlare, che si è potuta avere solo con l’assenza dei tifosi sugli stadi. Un’assenza che è costata cara alle società di Serie A in termini di incassi al botteghino, con il finire di questa stagione.

Se si fa un confronto con la stagione scorsa, infatti, gli introiti generati dal botteghino in questa stagione sono calati di ben 240 milioni in totale. Un’enormità che sarà difficile ripianare per le società nel corso dei prossimi anni e, per la prossima stagione, si comincia già a parlare di “possibile ripresa senza tifosi“.

Nel caso in cui sarà così, la situazione per le società sarà ancora più ingestibile dato che la perdita di ricavi del botteghino sarà ancora più ampia; gli stadi, però, potrebbero permettere il famoso distanziamento tra le persone, anche se questo vuol dire ridurne la presenza sugli spalti.

Senza dimenticare che, senza tifosi, il calcio non è un vero calcio, come hanno voluto sottolineare Mihajlovic e Gattuso nell’ultimo periodo.

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