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Tante partite, pochi allenamenti, migliaia di chilometri in giro per il mondo: i perché di tanti infortuni tra i calciatori

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Il Napoli partita dopo partita vede aumentare il numero degli infortunati. Ma come dice il detto mal comune mezzo gaudio.

Infatti al netto delle diverse preparazioni precampionato, dei diversi sistemi di allenamento e delle caratteristiche fisiche dei singoli calciatori, gli infortuni nel calcio europeo iniziano ad essere davvero troppi.

Il Prof. Eugenio Albarella in un’intervista ha riportato dei dati davvero significativi sui calciatori infortunati attualmente non a disposizione dei rispettivi allenatori in tre dei principali campionati europei:

  • Bundesliga: 78
  • Serie A: 75;
  • Premier League: 70;
  • Liga spagnola: 55.

Così come il Prof. Albarella ha sottolineato come un nazionale di un top club che gioca le coppe europee effettui nell’arco di una stagione calcistica circa 90.000 km in viaggi. In pratica 1 volta e mezza il giro del mondo aumentando così lo stress fisico e anche mentale che non tutti i calciatori riescono a smaltire e metabolizzare allo stesso modo.

I così tanti infortuni sono la logica conseguenza dei calendari ingolfati voluti da UEFA e FIFA che non hanno considerato due aspetti importanti:

  1. più partite si giocano e più alta diventa la possibilità di infortuni sia traumatici che muscolari;
  2. meno allenamenti e meno riposo fanno i calciatori più difficile è smaltire lo stress per le partite giocate e per i tanti viaggi che li portano da una parte all’altra del mondo.

Soprattutto se i calciatori migliori non possono giocare diminuisce lo spettacolo in campo che di certo non aumenta con l’aumentare del numero delle partite.

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