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Terno secco: i numeri di Chievo-Napoli

Dopo Chievo-Napoli, ecco il terno secco di 100x100napoli:

 

54 – ‘O Cappiello

Contro il Chievo gli uomini di Sarri giocano, creano e divertono. Il solito copione contro una piccola in trasferta, fino alla rete del 1-3 di Meggiorini, che riapre parzialmente il match. La stanchezza, maturata soprattutto nella ripresa, appare fisiologica dopo l’impegno di coppa, ma rappresenta anche un nuovo motivo di elogio per gli azzurri. Rispetto all’ultima partecipazione in Champions (2013-2014) infatti, la tenuta della rosa sembra essere inoppugnabilmente migliorata e più propensa ad evitare errori di percorso a causa proprio dei tanti impegni. Merito della società, ma soprattutto della venuta di Sarri. Davanti a questa squadra, arrivata alla quota devastante di 60 reti in campionato, possiamo solo toglierci il cappello.

 

72 – ‘A Maraviglia

Dal Bernabeu al Bentegodi passa un abisso fatto di milioni, tensione e forse un pizzico di fortuna. L’unico denominatore comune sembra rimanere Lorenzo Insigne, che dopo il rodaggio nella prima parte di campionato sembra essere tornato con continuità ai propri livelli. Il tiro a giro contro il Chievo che sblocca la partita è l’ennesima meraviglia, da sommare non solo a quella in Champions, ma ad altre prodezze (come la rete contro la Fiorentina) che spesso hanno permesso al Napoli di contare sul colpo del campione per sopravvivere, così come per fornire un’ulteriore prova del gioco spumeggiante e senza pari dell’armata sarrita. Il 7 marzo, per puntare all’impresa, serviranno anche i suoi colpi.

 

65 – ‘O Chianto

Al lamento piccato e quantomeno inopportuno di Aurelio De Laurentiis, Sarri risponde sul campo con calma e raziocinio. Il tecnico in tuta sceglie Pavoletti dal primo minuto e fa riposare Mertens. Nella ripresa entra anche Milik, al ritorno dopo l’infortunio anche in campionato. Evidenti, almeno attualmente, i limiti nel dare fluidità alla manovra dell’ex genoano rispetto agli altri due compagni di reparto. Questo, insieme agli inserimenti ormai costanti dalla panchina e nell’11 titolare di Maksimovic, Zielinski, Diawara e Giaccherini lasciano un ulteriore velo di perplessità sul’attacco del numero uno azzurro al suo tecnico. Per nostra fortuna Sarri sembra saper essere paziente, esattamente come la sua squadra nel trovare il varco giusto per arrivare in porta.

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