Editoriale

Torniamo a parlare di calcio? I 50 punti e i 30 denari.

Uno tsunami sta travolgendo il calcio italiano, prevedibile, come spesso accade anche per gli eventi naturali, ancora in fase crescente e lontano dal placarsi.

Chi si stupisce finge, oppure è dissociato dalla realtà.

Eppure, il calcio ha la capacità di auto rigenerarsi e cosi, per uno scandalo Juventus, c’è, a fare da contraltare, un Napoli scandalosamente eccitante.

Cinquanta punti sono il bottino accumulato dalle scorribande dei pirati azzurri nel girone d’andata, un’enormità.
Spalletti, come Lawrence d’Arabia non vuole prigionieri, perché sa che il nemico è sempre pericoloso fino alla vittoria finale.

No, non è avidità ma consapevolezza.

I ragazzi, hanno ascoltato le direttive ed hanno fatto razzia in Serie A guidati dal corsaro nero Victor Osimhen che non aspettava altro.

Hanno conquistato con la forza e ammaliato con la bellezza.

Il paradosso di un calcio italiano nel quale, impunemente, ovunque, si è offesa e dissacrata una città che deve, non solo, inchinarsi alla squadra più forte e più spettacolare ma aggrapparsi ad essa per ripulirsi la faccia e la coscienza, sporcate da scandali e connivenze.

Si, perché, da qualche parte, bisognerà, pur, ricominciare quando la tempesta si sarà placata.

Il calcio, come tutto, è globalizzato, il mondo ci guarda e con un certo disprezzo, perché non ci siamo fatti mancare niente negli ultimi tempi.

Avere qualcosa, di sano, intelligente, consapevole e, pure, bello da mostrare è essenziale.

Il Napoli è un’ opportunità e, vedrete, ne approfitteranno in tanti.

L’Italia è una nazione fortunata

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