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220 minuti per tornare bomber, Milik si riprende il Napoli

Dopo i travagliati mesi dell’infortunio e del recupero, il polacco ieri è tornato a segnare e non vuole fermarsi.

Per uno che fa del gol il suo mestiere non deve essere stato facile, Arek Milik da Ticky – profonda provincia polacca – ha saputo aspettare il suo momento, bramando la rete con la stessa forza di volontà che ne ha contraddistinto il suo prodigioso recupero dall’infortunio. Ieri la porta avversaria è tornata a gonfiarsi grazie ai suoi piedi, l’ultimo gol era datato 28 settembre (rigore in Champions al Benfica), ancor più datato l’ultimo su azione (17 settembre al Bologna in campionato), in mezzo il maledetto infortunio in Nazionale: la rottura del crociato, l’operazione e tanti sacrifici.

Non ha mollato Arek e dopo soli 4 mesi si è rimesso a disposizione da Sarri, il tecnico però ne ha ovviamente centellinato le presenze (complice l’esplosione di Mertens) pur regalandogli la maglia da titolare nella doppia semifinale di Coppa Italia contro la Juventus. Il polacco non ha fatto polemica, si è seduto regolarmente in panchina e ha dato il suo contributo, prendendosi sulle spalle anche l’attesa forse più pesante della responsabilità avuta d’improvviso a inizio stagione: l’eredità di un certo Gonzalo Higuaín.

Ci ha impiegato 220 minuti Arek Milik per tornare il bomber di inizio stagione, un minutaggio di poco più di 2 partite per dimostrare a tutti che è tornato. 7 spezzoni in campionato (per un totale di 96′) e due gare da titolare in Coppa Italia per far capire a tutti, Sarri compreso, che il Napoli può contare anche su di lui in questo finale di stagione: c’è da prendersi un secondo posto per volare alti nel prossimo futuro. Vai Arkadiusz!  

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