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A tutta tattica: Napoli-Chievo 2-1

Analizziamo da un punto di vista tattico la sfida tra Sarri e Maran andata in scena al San Paolo. Il Napoli in extremis rimonta una partita che sembrava persa

 

Partita delicata al San Paolo per un Napoli che viene da un pareggio a Sassuolo che aveva portato un certo malumore nell’ambiente.

Gli azzurri sono chiamati a reagire nella sfida con il Chievo per provare a tenere aperto il discorso scudetto e restare in scia alla Juventus.

Il Napoli gioca un buon primo tempo ma negli azzurri continua a mancare brillantezza e lucidità, specialmente negli ultimi 20 metri, costruiscono bene l’azione ma poi sbagliano sempre l’ultimo passaggio e l’ultima scelta.

Il Chievo si presenta al San Paolo con un 4-3-1-2, difende molto basso e gioca di contropiede, concede spazio sulle fasce ma chiude molto bene gli spazi centrali costringendo il Napoli a sviluppare il gioco sulla fascia sinistra sopratutto.

Da lì come sempre nascono le principali occasioni da goal per il Napoli, la principale nel primo tempo arriva sul piede di Callejon servito molto bene da Insigne, lo spagnolo però non trova la porta.

Nel secondo tempo il Napoli ha la grande chance per andare in vantaggio, solita triangolazione tra Mertens e Insigne, il belga viene steso in area di rigore e Manganiello concede il penalty.

Mertens però si fa neutralizzare il rigore da un super Sorrentino che nel secondo tempo fa una serie di miracoli.

Sarri allora si gioca la carta Milik e passa al 4-2-3-1.

Su una disattenzione di Koulibaly, Giaccherini è molto bravo a rubare palla e a servire Stepinski che porta in vantaggio il Chievo al primo tiro in porta.

Il Napoli però non ci sta a perdere e continua ad attaccare sempre con più intensità, quando sembrava finita gli azzurri trovano il pari con Milik e poi addirittura il goal vittoria con Diawara sugli sviluppi di un corner, il tallone d’achille degli scaligeri.

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