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Arek Milik, andata e ritorno: la fine di un calvario durato 161 (+117) giorni

Ripercorriamo la parabola sfortunata di Milik nei suoi due anni a Napoli e che, con la probabile convocazione per la sfida contro la Roma, sembra essere finalmente arrivata al suo termine.

 

 

Immaginate la scena. Sono 161, centosessantuno i giorni che avete aspettato per questo momento. Avete fatto tutto quello che dovevate fare, come un rito sacro da non sconvolgere mai, questa sera in particolare, per nessuna ragione al mondo. Le mani tremavano un po’ mentre vi allacciavate gli scarpini, con i compagni di squadra che vi stanno guardando e sanno esattamente cosa state provando. Pacche sulle spalle, qualche sorriso, un paio di battute che semmai sono riuscite ad entrare in un orecchio, sono presto uscite dall’altra parte. Niente, un solo pensiero. Poi quel tunnel. Centosessantuno giorni. Piano piano si vede il contorno di quei sediolini, di quella struttura vecchia, ma dal grande cuore, straripante di persone che non vedono l’ora che inizi la partita. E che entriate voi. Finalmente, l’ovazione generale. E poco male se le gambe tremano ancora di più, poco male se andrete a sedervi in panchina. Davvero, poco, pochissimo male…perché avete aspettato 161 giorni per tornare. Ma, finalmente, siete lì, di nuovo, esattamente dove dovete essere. E magari, non sforzatevi nemmeno di trattenere la commozione. Sarebbe assolutamente naturale.

Milik è stato acquistato dal Napoli il 2 Agosto del 2016, 32 milioni più uno di bonus, con il difficilissimo compito di sostituire Gonzalo Higuain, passato alla Juventus. Prima punta, tiro potente, buona mobilità e fama di essere uno dei migliori attaccanti della sua generazione. Prima partita di rodaggio, poi due doppiette contro Milan in campionato e Dinamo Kiev in Champions League. E con il biglietto da visita siamo a posto. Nelle prime 9 partite tra Serie A e Champions segna 7 gol, Napoli esulta, lui anche, è la prima punta che serve a Sarri. Poi qualcosa fa crack: il 10 ottobre si rompe il legamento crociato. Arkadiusz è costretto a guardarsi quasi tutta la stagione tra letto d’ospedale e riabilitazione, ce la mette tutta per tornare il prima possibile e, difatti, 117 giorni dopo è arruolabile (ed arruolato). Rientra in campo per 7′ nella sfortunata partita di Champions contro il Real Madrid, con il morale che forse è alle stelle, forse no. Già, perché il Napoli nel frattempo ha trovato un’alternativa folle, Dries Mertens prima punta. Se non fosse che il belga rifiorisce in un ruolo non suo, Sarri lo reinventa e lui si lascia plasmare diventando a quel punto insostituibile per gli azzurri come vertice offensivo. Arek, dopo aver saltato 21 partite, gioca scampoli fino a fine anno, mettendo a segno solo una rete.

Ma come si dice, anno nuovo, vita nuova. Il peggio sembra alle spalle, anche se il rendimento nel finale di stagione non è stato conforme alle aspettative, probabilmente a causa di un recupero troppo frettoloso. La nuova stagione si apre con un Milik pronto a giocarsi il posto da titolare con Mertens. Prima di campionato, prima da titolare, gol. Prima di Champions, titolare, gol! Tremate, tremate, che Milik è tornato. Ma il destino è beffardo, quando credi di aver finalmente raggiunto la tua vetta, le nubi si diradano e scopri che il percorso che dovrai fare ancora sarà molto più accidentato. Si chiama sfortuna, non c’è altro modo e a differenza della sua socia in affari, ci vede benissimo. Milik si rompe di nuovo, ancora una volta il legamento crociato.Il 23 settembre, contro la SPAL, il calvario di Arek ricomincia. C’era da demoralizzarsi, da distruggersi, da non crederci. Eppure il polacco è uomo forte, tenace, ha sempre avuto un solo obbiettivo in mente, tornare a giocare. E quindi subito operazione, subito al lavoro, per tornare più forte di prima e, questa volta, sicuro di aver recuperato al 100%.

Napoli-Roma sarà la partita del ritorno, con molta probabilità. E poco importa se guarderà i compagni dalla panchina. 161 giorni dopo, la sofferenza è finita, si torna a guardare il campo da vicino con la possibilità concreta di aiutare squadra, compagni, allenatore e città a coronare un sogno. Stavolta ha fatto le cose con la dovuta calma Milik, 44 giorni in più rispetto all’infortunio precedente, perché questa volta niente dovrà andare storto. Può tornare utile Arek, utilissimo a Sarri, fornendogli non solo un sostituto di ruolo per Mertens che, fino ad ora, ha dovuto fare gli straordinari così come Callejon. Ma l’attaccante polacco potrà finalmente garantire al tecnico toscano un’alternativa tattica importante in cui sarebbe assoluto protagonista, il 4-2-3-1 con cui, magari, sorprendere chi pensa di aver compreso il gioco di Sarri e come bloccarlo. Siamo nel momento cruciale della stagione, il Napoli avrà bisogno di tutti i suoi uomini per cercare di chiudere davanti a tutti e il ritorno di Milik capita, quindi, esattamente nel momento giusto, con la possibilità di sfruttare il suo fisico per fare da sponda ai compagni e la sua abilità di testa per sfruttare le tante volte che gli esterni e i terzini azzurri riescono ad arrivare sul fondo. Insomma, 161 giorni dopo, finalmente possiamo dirlo: bentornato Arkadiusz.

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