Benvenuti al sud
Si ritorna a sorridere, il Napoli ottiene i suoi primi tre punti nel nuovo formato della Champions contro il Bodø/Glimt, seconda del campionato norvegese, in un rocambolesco 4-3.
Matteo Politano al 1’ minuto, firma il vantaggio con un goal straordinario, un tiro al volo sotto l’incrocio su un grande cross di Spinazzola.
Fisicamente il Napoli fa ancora molta fatica, ogni volta che i norvegesi superano la metà campo, sono pericolosi, molti calciatori purtroppo arrivano sempre in ritardo sulle seconde palle e questo purtroppo in Europa lo paghi.
Grazie ad un grandioso Scott Mctominay, fondamentale il suo recupero per mister Allegri , i partenopei portano a casa il risultato.
Nel 2010, arriva nelle sale cinematografiche, ‘Benvenuti al Sud’, commedia campione d’incassi di Luca Miniero.
Alberto Colombo, interpretato da Claudio Bisio , un direttore delle Poste che vive in un paesino della Brianza, viene trasferito a guidare l’ufficio postale del piccolo paese di Castellabate in seguito ad una richiesta andata non propriamente a buon fine.
L’uomo, inizialmente perplesso dalla situazione, e impaurito dagli stereotipi e dalle menzogne sul meridione, viene accolto a braccia aperte dal postino Mattia, interpretato da Alessandro Siani e dai colleghi, iniziando ad apprezzare le bellezze e le abitudini del piccolo centro campano.
Oggi, in tutto il paese sono in atto manifestazioni contro il carovita e il caro carburante, che purtroppo, hanno causato momenti di alta tensione e scontri con le forze dell’ordine a Milano (in piazza Duomo), Bologna e Torino
.Diversa è la situazione al Sud, dove continuano i blocchi e i disagi da parte di tir e trattori contro il caro gasolio e l’aumento dei prezzi dei carburanti, con proteste pacifiche e senza alcun tipo di violenza.
Tutto questo nella totale indifferenza dei telegiornale, che relegano, quando le commentano, queste notizie, senza dedicargli la giusta importanza, ai margini dei tg.
Gli azzurri durante le partite in questa stagione, sembrano perdere energia e volontà di tenere il risultato in pugno.
Non sono poi tanto diversi dai nostri agricoltori, con l’unica differenza che loro, sono pagati milioni e sembrano mollare alle prime difficoltà, mentre la nostra gente lotta ogni giorno per sopravvivere chiedendo solo di essere ascoltata
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