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Capello: “Il Napoli è talmente convinto della sua forza che continuerà a mantenere questo ritmo in campionato”

Fabio Capello

Nell’edizione odierna de ‘La Repubblica’ è stato intervistato l’allenatore Fabio Capello.

«Il Napoli è talmente convinto della sua forza che continuerà a mantenere questo ritmo in campionato».

Capello, come si gestiscono 12 punti di vantaggio?
«Semplice, non si gestisce. Il Napoli continuerà così. C’è un comandante come Spalletti che guida perfettamente la squadra. Non vedo problemi di nessun genere. Il Napoli non vince da tanto, ma il gruppo è convinto delle sue qualità».

Stasera c’è la Roma.
«Un test importante. La Roma è una squadra che lascia pochi spazi e sa attendere. Mourinho è un allenatore molto intelligente. Studia l’avversario per annullare i punti di forza e prova ad individuare qualche crepa. La Roma aspetta con pazienza di andare in porta e poi è da sempre temibile sui calcipiazzati. Il Napoli dovrà stare attento».

Gli azzurri come dovranno
impostare la gara?
«Il Napoli deve giocare convinto e veloce. Niente fretta, ovviamente, ma non bisognerà innervosirsi. Gli azzurri hanno qualità e forza.
Questo è molto importante. Mi sembra una squadra europea e il girone di Champions lo ha dimostrato»

In che senso?
«Il Napoli gioca sempre la palla in avanti, non fa un calcio noioso con mille passaggi. Recupera palla e attacca. Ha gente che dribbla e punta la porta. E poi c’è Osimhen: è un centravanti che chiede sempre la profondità. Sono ingredienti che possono permetterti di fare bene anche in Champions».

Il merito è di Spalletti?
«Senza dubbio. È un allenatore molto intelligente. L’ho conosciuto bene quando ero il commissario tecnico della Russia e lui era allo Zenit. Ci siamo incontrati molte volte. Ha idee di gioco molto chiare e poi ha un pregio».

Quale?
«Sfrutta al massimo i giocatori che ha. È bravo a capire il valore della rosa e fa rendere al massimo l’organico. Posso fare un esempio?».

Prego.
«Parliamo di Lobotka. Quando è arrivato a Napoli, sembrava un giocatore misterioso. Non era affatto preso in considerazione. Con Luciano ha mostrato tutte le sue doti di regista. È diventato un intoccabile».

Con la Roma torna Kvaratskhelia.
«Nessuno se lo aspettava così forte. Parliamo di un campione moderno. Vede la porta ma anche i compagni. Ha tutto per essere un protagonista. Non è egoista, credo sia la sua più grande dote».

Lo scudetto del Napoli sarebbe come il suo a Roma del 2001?
«Sì. Avrebbe un grandissimo significato per la città. Il Napoli ha conquistato l’ultimo nel 1990. Non si vince qualcosa di così importante da 33 anni. Poi nessuno pensava che gli azzurri potessero essere così forti».

In che senso?
«Il Napoli ha perso giocatori importanti in estate come Insigne, Mertens, Koulibaly, Fabiàn e ha creato qualcosa di unico. De Laurentiis e Giuntoli hanno tanti meriti assieme a Spalletti: hanno trovato giocatori capaci di integrarsi subito. Quando si lavora insieme, i risultati poi sono efficaci. Al Napoli è stato così».

Cosa succede in uno spogliatoio quando vanno via tanti big? «Quelli che restano si responsabilizzano e voglio essere protagonisti. È uno stimolo fondamentale ed è stato bravo l’allenatore a farli rendere così bene. È il punto di forza di questo Napoli».

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