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De Laurentiis: “Io non ho parlato per otto mesi, non voglio parlare ancora. Se Insigne non si dovesse trovare bene in Canada, qua deve tornare”

Giornata dedicata alla celebrazione della memoria di Diego Armando Maradona oggi il presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis ha parlato mixed zone a Palazzo San Giacomo.

Io non ho parlato per otto mesi, non voglio parlare ancora. Quando sarà finito il campioato, il 22 maggio, ci sediamo e mi farete tutte le domande che vorrete e io vi darò tutte le risposte che per ora vi state dando da solo, a volte azzeccando e molto spesso sbagliando”.

La prossima sarà l’ultima di Insigne in casa.
“Ma io non faccio differenze tra in casa e fuori casa, per me tutte le partite sono da affrontare in maniera esemplare, con attaccamento alla maglia. Sia in casa che fuori casa uno partecipa sempre in maniera importante”.

Sul regalo della statuetta del piede sinistro di Maradona.
“Lo metterò sulla mia scrivania a Via XIX Maggio. Deve essere un simbolo per poter dare un calcio, di tale portata e importanza come il sinistro di Maradona, a tutti i rompiscatole del mondo”.

Bella l’idea di porre la riproduzione anche a Scampia.
“Stefano Ceci mi ha regalato un piede, la base del piede. Invece il piede che sarà realizzato per una piazza di Scampia è un piede tridimensonale a misura gigantesca su un piedistallo che deve avere anche simbolicamente una sua valenza e una sua importanza”.

Chiede ai tifosi di venire allo stadio contro il Genoa?
“Chi ama Napoli, chi ama il Calcio Napoli, chi ama un giocatore fedele alla maglia azzurra per tutti questi anni non può non venire. Abbiamo messo dei prezzi ultra-stracciati, stra-popolari, non solo perché è l’ultima in casa, ma anche per poter onorare la partenza di Insigne. Poi mai dire mai. Se Insigne non si dovesse trovare bene in Canada, lascerà la casetta in Canada e qua deve tornare. Noi lo accoglieremo sempre a braccia aperte”.

Il suo Napoli è quasi maggiorenne. Ha un progetto per il prossimo quinquennio?
“Oggi come oggi si può andare di quinquennio in quinquennio? Bisogna cambiare assetto e avere capacità di adattamento agli stravolgimenti del mondo”.

Come si immagina il prossimo mercato?
“Me lo immagino aperto. Per la prima volta dopo il Covid ci sarà tanta voglia di fare, di mutare, di cambiare. Sarà un mercato estremamente brillante”.

Un aggettivo per il Napoli che immagina il prossimo anno?
“Io voglio sempre un Napoli cazzutissimo, questo è l’aggettivo che rende l’essere napoletano. Voglio una squadra competitiva ai massimi livelli. Voi vi sareste mai immaginati che il Manchester City soccombesse alla paraculaggine di un allenatore che sa fare i cambi come nessuno al mondo (Ancelotti, ndr)? A parte il fatto che ha anche elementi di livello: lì uno gioca per cinque, un altro per tre. Quindi diventa anche un saper amministrare un certo tipo di calciatori. Noi dobbiamo fare di necessità virtù. Dobbiamo essere virtuosi. Non possiamo dire ‘prendiamo tutti trentacinquenni’. E’ vero che oggi come oggi con allenamenti particolari e una nutrizione particolare si può arrivare a giocare fino ad oltre i quarant’anni, Ibrahimovic lo dimostra. Mi dicono ‘Ma perché De Laurentiis prende solo giovani? Non vuole vincere?’. Oppure ‘Ma perché De Laurentiis prende solo vecchi? Non ha preso nemmeno un giovane e tutti si rompono’. E’ sempre così. La critica è bellissima, è il sale della vita. Se non ci fosse la critica sarebbe tutto piatto. Almeno così la mattina tutti ci svegliamo e pensiamo ‘Che cosa ha fatto oggi il mondo? Cosa ha declamato a favore o contrario?’. E uno si diverte”.

Chi la spunta tra Milan e Inter per lo Scudetto?
“E’ difficile dirlo. Questo è un campionato molto bello perché qualunque previsione è possibile”.

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