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Di Lello (FIGC): “Il caso Juve-Napoli dimostra che si necessita di un nuovo protocollo”

FIGC

In diretta su Radio Punto Nuovo a “Punto Nuovo Sport Show”,  è intervenuto Marco Di Lello, procuratore aggiunto della FIGC e procuratore Interregionale FIGC.

 

“Il caso Juve-Napoli ha reso lampante che c’è bisogno di una revisione del protocollo. Non si possono costringere le società a violare normative a tutela della salute pubblica. Non è mia competenza, ma credo che sia nelle cose e credo che una riflessione sia già in atto. Battaglia di potere Coni-FIGC? Ho letto qualcosa. È evidente che gli organi di giustizia, primo dipendente dalla Lega, secondo Figc avessero il naturale obiettivo di tutelare l’ordinamento sportivo. Quando si va ad un collegio terzo, anche se ugualmente giustizia sportiva, è naturale ci sia un punto di vista diverso. Non mi sono sorpreso della sentenza. Poi se alle spalle c’è una lotta di potere, non spetta a me dirlo. Da giurista, credo sia naturale che un giudice interno tenda a tutelare l’ordinamento intorno.

In Premier c’è più buon senso? Sono d’accordo, è impossibile imporre per legge il buon senso (ride ndr). Io da quello che ho letto dai telegiornali la telefonata c’è stata anche in Juventus-Napoli ognuno fa le sue carte. Covid scomparso nel calcio? No, intanto tutto sommato è evidente che tutti stanno dimostrando grande senso di responsabilità e attenzione che stanno aiutando. Ne va dato atto alle società e ai calciatori e a tutti i livelli. Ora con il vaccino che nel giro di qualche mese potrebbe essere disponibile per la maggioranza degli italiani, si può immaginare che i calciatori potrebbero essere vaccinati. Poi resta l’obiettivo di riportare i tifosi sugli spalti. In Inghilterra i tifosi allo stadio? Lo dicevo prima, l’obiettivo è riportare allo stadio gli spettatori. Io ho assistito anche ad una delle partite con mille spettatori e per scelta l’ho fatto da invitato e non da vertice della procura. Io devo dire la verità quelle mille persone entravano e defluivano con ordine e senza contatto, con grandi controlli per mantenere il distanziamento. Dal mio punto di vista quella fu una sperimentazione positivo. Poi come tutti prendo atto delle decisioni del Governo. Aspettiamo il via libera dal governo. Che 2020 è stato nei rapporti tra giustizia sportiva e calcio? Devo dire un 2020 molto molto impegnativo. Quest’anno forse più sul piano qualitativo che quantitativo. Abbiamo superato i mille procedimenti solo tra i dilettanti, quindi un numero minore. Lo considero positivo anche se il ricorso continuo alla giustizia, rischia di essere un segnale di patologia del calcio. Mi auguro sempre che ci siano meno interventi dei tribunali e che a parlare sia il campo.

Indagini FIGC sul Napoli e sulla Juventus per il protocollo? In generale i tempi della giustizia sportiva sono sempre molto rapidi. Ci sono già stati diversi procedimenti per violazione dei protocolli che nella maggior parte dei casi si sono risolte con patteggiamenti. Per cui questi sono i precedenti. Come si sono conclusi con sanzioni pecuniarie? Lo avreste saputo se ci fossero stati punti di penalizzazione”.

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