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Gabriel: “Napoli più calorosa di Milano. Qui posso crescere come giocatore, ho scelto Napoli perché…”

Il portiere brasiliano ha parlato di vari argomenti in una lunga intervista.

Gabriel, secondo portiere del Napoli, ha concesso un’intervista ai microfoni di goal.com: “Milano e Napoli sembrano stare in due paesi differenti. Qui c’è un’altra cultura, un’altra mentalità e la gente ti trasmette tutto il suo calore”.

Gabriel sapeva di non avere il posto da titolare ma ha voluto seguire il direttore Giuntoli in questa avventura: “Ho scelto Napoli perché credo nel progetto di un club che vuole lottare per i vertici. Naturalmente la presenza di Giuntoli è stata molto importante per me, qui posso crescere come giocatore”.

Crescere ed imparare dai più ‘vecchi’: “L’ho fatto già con Diego Lopez al Milan – ha spiegato –  e lo farò qui con Reina. La concorrenza è sana e ti spinge a dare il massimo in allenamento per guadagnarti le tue possibilità. Con Rafael siamo molto amici e non c’è alcuna rivalità. Tutto questo ti aiuta a maturare”.

Ovviamente Gabriel spera di poter giocare qualche partita, magari in Europa League: “Io lavoro per essere pronto quando il mister mi chiamerà in causa, è questo il mio obiettivo. Oguno di noi si allena per guadagnarsi un posto tra i titolari, ma alla fine l’importante non è il singolo ma il rendimento della squadra”.

Con Sarri il rapporto è ottimo: “E’ un tecnico che mi ha sorpreso molto, per come cura la parte tattica negli allenamenti. E’ sempre molto attento e non lascia nulla al caso. Spero di avere un anno positivo qui al Napoli, abbiamo una squadra forte che può lottare per i vertici della classifica”.

Un ritorno al Milan? Per ora Gabriel non ci pensa: “Sono cose di cui preferisco non parlare. In questo momento penso soltanto a rendere al meglio qui a Napoli. Al termine della stagione i due club si siederanno ad un tavolo per valutare le diverse opzioni. Adesso mi preoccupo solo del presente”.

In conclusione Gabriel parla di modelli, ma non solo: “Mi ispiro a Rogerio Ceni, Julio Cesar e Taffarel ma in Italia il mio modello è stato sempre Buffon. I giocatori più forti con cui ho giocato? Senza dubbio Pato e Neymar, hanno qualità eccezionali”.

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