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Gli avversari. Il Verona di Tudor imbattibile in casa, Dr.Jekyll e Mr. Hyde tra i primi 15 e gli ultimi 15 minuti di una partita

Nella dodicesima giornata di Serie A il Napoli affronta il Verona allo stadio Maradona domenica 7 novembre alle ore 18:00.

Il Verona ha iniziato la stagione con Eusebio Di Francesco in panchina. Dopo tre sconfitte nelle prime tre giornate, il presidente Setti ha deciso di affidare la squadra al 43enne croato Igor Tudor.

Con Tudor in panchina il Verona è risalito dal penultimo all’8° posto in classifica dopo 4 vittorie, 3 pareggi e 1 sola sconfitta.

Tudor ha trasformato il suo Verona in un’autentica macchina da gol, oggi terzo miglior attacco del campionato con 24 gol (uno più del Napoli).

L’ottimo rendimento della squadra di Tudor è relativo al solo cammino nella gare in casa (4 partite e 4 vittorie con Spezia, Roma, Lazio Juventus.

In trasferta invece il Verona di Tudor ha rimediato solo 1 sconfitta (in casa del Milan) e tre pareggi (Salernitana, Genoa e Udinese).

Squadra che tira poco da fuori area (penultima in questa particolare classifica), il Verona è tra le migliori del campionato per il rapporto media tiri a partita-gol realizzati.

Tra le migliori del campionato anche per duelli aerei vinti e predilige arrivare alla conclusioni soprattutto dall’area piccola.

Il Verona di solito approccia con densità e concentrazione le partite. Non a caso riesce ad andare spesso in gol nei primi quindici minuti di una gara. Di contro però perde proprio l’intensità e la concentrazione negli ultimi quindici minuti. Infatti in questa ultima frazione della gara ha subìto il 55% dei gol incassati.

Il modulo base di Tudor è il 3-4-2-1 che si trasforma in fase difensiva 5-3-1-1 con gli esterni di centrocampo che si abbassano sulla linea dei difensori e uno dei due trequartisti che arretra su quella dei centrocampisti centrali anche se la fase difensiva soprattutto in trasferta non è proprio impeccabile.

La vera forza del Verona è la qualità e l’imprevedibilità della manovra che ha negli inserimenti di Barak e il giostrare tra le linee di Caprari il fiore all’occhiello del lavoro di Tudor. Inoltre Simeone si muove su tutto il fronte dell’attacco senza dare riferimenti alla difesa avversaria. Le puntate sulle fasce di Faraoni a destra e Lazovic a sinistra completano la pericolosità della squadra scaligera.

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