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A Napoli inaugura “Un Secolo d’Azzurro” con il robot umanoide di PRISMA Lab impreziosito dalla maglia del D10S

Il futuro incontra il mito: Alla Federico II la straordinaria mostra sulla Coppa del Mondo unisce cimeli storici e robotica avanzata. L’incredibile show dell’androide guidato dal Prof. Bruno Siciliano infiamma la platea

La storia del calcio mondiale incontra il futuro della tecnologia all’ombra del Vesuvio. È stata inaugurata stamane a Napoli, nella prestigiosa cornice dell’Università Federico II, la mostra itinerante “Un Secolo d’Azzurro – In viaggio con la Coppa del Mondo”. Una rassegna straordinaria, visitabile in prima assoluta da oggi fino al 15 giugno (nei giorni feriali, dalle 10:00 alle 18:00, con ingresso totalmente gratuito), che celebra la leggenda dei Campionati del Mondo con un focus glorioso sulle quattro edizioni che hanno visto l’Italia salire sul tetto del pianeta. Ma a rubare la scena, in un perfetto connubio tra passione calcistica e avanguardia scientifica, è stato un ospite d’eccezione che proietta Napoli direttamente nel domani: il robot umanoide ideato dal PRISMA Lab, il celebre centro di ricerca d’eccellenza dell’ateneo federiciano diretto dal Prof. Bruno Siciliano.

Il colpo di scena: il robot del PRISMA Lab dribbla e incanta in maglia numero 10

La conferenza stampa di presentazione, moderata dal  giornalista Salvatore Biazzo, sul finale, tra lo stupore e gli applausi della platea, ha accolto l’androide che ha emozionato ancora di più i presenti dal momento che indossava fiero l’iconica maglia numero 10 di Diego Armando Maradona.

Non una semplice comparsata tecnologica, ma una vera e propria esibizione dinamica: l’umanoide ha effettuato una serie di passaggi con un pallone da calcio, interagendo e intrattenendo gli ospiti presenti, dimostrando come la robotica di altissimo livello possa sposare l’anima e la cultura pop e sportiva della città. Un tributo unico, coordinato dal Prof. Bruno Siciliano — da sempre accademico di fama internazionale e grandissimo appassionato di calcio, tifoso del Napoli — capace di unire l’algoritmo al sentimento profondo per il D10S.

Cimeli da brivido: da Puskas a Cruijff, fino al mito di Diego

La mostra si presenta come un paradiso per ogni vero appassionato. Grazie alla preziosa collaborazione siglata con il Museo dedicato a Maradona di Massimo Vignati, è presente una sezione interamente dedicata al “Pibe de Oro“.

Ma il viaggio nel tempo non si ferma qui: i visitatori rimarranno estasiati di fronte a memorabilia rarissimi. Spiccano le maglie originali di Johan Cruijff e Franz Beckenbauer dei Mondiali del 1974, ma il pezzo forte per valore storico è l’iconica maglia della Nazionale ungherese del 1954 appartenuta a Ferenc Puskas. Per i cultori della nostra Nazionale, è esposta anche la ricostruzione fedele della primissima maglia (all’epoca bianca) con cui l’Italia debuttò nel 1910 contro la Francia.

Un parterre di stelle e istituzioni

Il taglio del nastro ha visto la partecipazione di grandi personalità del mondo accademico, sportivo e istituzionale. Oltre ai professori della Federico II Bruno Siciliano e Guido Iaccarino, sono intervenuti l’on. Massimiliano Manfredi (Presidente del Consiglio Regionale della Campania), Carmine Zigarelli (Presidente del Comitato Regionale FIGC Campania) e Mauro Grimaldi, curatore della mostra e Amministratore Delegato di Federcalcio Servizi. Insieme a loro, la promotrice Sabrina Trombetti (vicepresidente dell’Associazione Sant’Anna per lo sport) e Massimo Vignati.

Momenti di pura nostalgia ed emozione sono stati regalati da Pedro Pablo Pasculli, campione del mondo nel 1986 con l’Argentina. Pasculli ha sollevato e mostrato al pubblico la riproduzione originale della Coppa del Mondo FIFA vinta esattamente 40 anni fa, arricchendo la giornata con aneddoti esclusivi sulla storica e miracolosa cavalcata dell’Albiceleste al fianco del suo eterno capitano, Diego Armando Maradona.

Patrocini e collaborazioni di prestigio

L’evento gode del prestigioso patrocinio di istituzioni massime come FIGC, CONI, ANCI, AIAC, USSI, Comune di Napoli e Consiglio Regionale della Campania. L’organizzazione è stata promossa dall’Associazione Sant’Anna per lo sport di Aldo Rossi Merighi e Sabrina Trombetti (rappresentante di interessi alla Camera dei Deputati), avvalendosi delle sinergie con il Museo Maradona di Massimo Vignati, l’NR Museum di Nicola ed Enzo Raccuglia e il decano dei fotografi sportivi Giuseppe Calzuola.

Napoli si conferma così capitale non solo del tifo e della memoria calcistica, ma anche dell’innovazione scientifica, capace di far paleggiare un robot umanoide nel nome del più grande di tutti i tempi.

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