Primo dato: sono italiani,
età: dieci anni di differenza ma gli uomini di calcio da un certo punto in poi hanno età indefinita.
Ingaggio: ballano un paio di milioni di euro.
Tempistica: Allegri lo puoi prendere subito, o quasi, Italiano si deve liberare e qui c’è un particolare non da poco.
Seppure il Bologna lo lasciasse andare subito cosa accadrebbe al suo staff che è sotto contratto e che è legato a lui? Perderebbe una mensilità di stipendio e chi la paga se vanno via prima del 30 giugno?
Passiamo agli altri aspetti:
esperienza: qua inizia il bello cosa si intenda per esperienza.
Italiano ha fatto tutta la gavetta calcistica, esperienza ne ha da vendere e gli resterebbe in abbondanza ma di che tipo di esperienza parliamo?
Il nodo è qui.
Allegri ha allenato top club giocato finali di Champions, vinto scudetti ma, soprattutto
,e qui casca l’asino, gestito spogliatoi pesanti.
I dubbi del presidente sono tutti dentro questo passaggio.
La ferita post scudetto spallettiano ha lasciato un cordoncino sensibile che fa riflettere.
Il dopo Conte non sarà mai banale.
Il nuovo allenatore arriverà in un gruppo impegnativo e di personalità.
Alcuni hanno vinto due scudetti, altri uno e sono reduci da due anni contiani.
Chi sarà più bravo a entrare nella loro testa?
La riconoscibilità di un allenatore è la cosa più importante dentro uno spogliatoio.
Ma spieghiamola bene:
Allegri ha gestito gruppi impegnativi, è equilibrato e arguto, capisce i momenti in campo e fuori
ma viene da anni non eccezionali in quanto a risultati,
anche tralasciando quest’ultimo che potrebbe essere stato determinato da altri problemi.
Italiano non ha l’esperienza di Allegri in grandi club e nella gestione di spogliatoi pesanti ma è uno tosto, guai ad immaginarlo timido, esattamente il contrario.
Ha dalla sua la capacità di attirare interesse e rispetto del gruppo attraverso idee di gioco brillanti che fanno divertire i calciatori.
Le riflessioni del Napoli ruotano intorno a questo dubbio ma il tempo corre.
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