Rasmus Hojlund intervistato sulle pagine de “La Gazzetta dello Sport”. Tanti i temi toccati dal giocatore danese alla vigilia della sfida contro l’Inter
“Sono molto orgoglioso e felice di giocare per questa squadra. Ha un posto speciale nel mio cuore, per ora è stata una grande storia e spero di poter continuare a scriverla. C’è sempre pressione per un attaccante. Se non fai gol, se non rendi, la squadra trova qualcun altro che lo fa. Il calcio è così, è un business. Che io giochi a Napoli o a Manchester quello che devo fare rimane lo stesso: devo fare gol e devo rendere al massimo.
Con Conte ho passato un bel periodo, mi ha aiutato tanto nel mio gioco, nel migliorare spalle alla porta, nel crescere ulteriormente. Spero di poter continuare a crescere. Non mi concentro troppo sull’essere un crack: certo, voglio diventare un top player, ma cerco di migliorare ogni giorno. Poi a fine carriera vedremo dove sarò arrivato.
Inter favorita? Penso di sì. Ma ci sono tante squadre che sembrano molto forti quest’anno, come la Roma di Gasp. Noi dobbiamo migliorare e non metterci troppa pressione addosso. Per il Napoli è una stagione nuova, con un nuovo allenatore: vogliamo lottare in ogni competizione e vedere dove possiamo arrivare. A febbraio-marzo vogliamo essere ancora in corsa in Champions e Coppa Italia e tra le posizioni di testa in Serie A”.
“Kevin? è il miglior playmaker nella storia della Premier. Col City ha vinto tutto, lo scorso anno avevamo un’ottima intesa. Ama fare questi passaggi killer nello spazio: ci capiamo bene, mi è mancato tanto”.
Lo scorso anno disse: “Giocare con Kevin è facile, basta correre”. Quanto può aiutarla a migliorare il suo record di gol?
“Se gioca ogni partita, segno di sicuro di più. Ma anche io devo migliorare: devo lavorare sui miei movimenti, sulla finalizzazione”.
Il suo obiettivo stagionale è?
“Giocare tante gare e vincere un trofeo col Napoli”.
La deludente Champions dello scorso anno sarà uno stimolo per questo?
“Dobbiamo fare meglio, vogliamo la fase a eliminazione. Poi lì si vede: un conto incontrare il Psg, ma se trovi avversari più facili, puoi andare lontano. Negli scontri diretti, può succedere di tutto”.
L’Arsenal si può battere?
“Ha vinto la Premier, ha giocato la finale di Champions dopo aver vinto il girone. Ha una rosa forte e molto profonda, con tante qualità, ma la prima in Champions al Maradona è sempre speciale. Ricordo lo scorso anno (ride, ndr), siamo partiti bene con la mia prima doppietta a Napoli. Dobbiamo giocare davvero bene, essere pronti”.
E’ vero che fu vicino al Milan ? (poi però è venuto al Napoli)
“In realtà no. Ho parlato col club e stavo cercando un’opportunità: il Milan ha una grande storia, ma quando ho sentito che mi voleva il Napoli e Conte mi ha chiamato, non ho avuto dubbi”.
Cosa non ha funzionato al Manchester United?
“Non penso che qualcosa di specifico sia andato male. Sono arrivato in un club con un allenatore: annata difficile, con tanti infortuni, ma abbiamo vinto l’FA Cup e sono stato il miglior realizzatore. Poi abbiamo passato un momento difficile ed è arrivato Amorim, un ottimo allenatore ma con uno stile di gioco diverso. La squadra si è dovuta adattare ed è stato complicato. Abbiamo sofferto tutti. Il mio primo anno è stato un successo, il secondo no. Ma ho giocato la finale di Europa League, se avessimo vinto sarebbe stata una storia diversa. Questo è il calcio: a volte va bene, altre va male, ma sono molto felice di aver giocato per il club che sognavo da bambino”.
Comments