Editoriale

Re Carlo è contento non perché si accontenta, sono le Coppe che funzionano così

Ancelotti Napoli Lazio

Post partita a due facce nei commenti: Mister Ancelotti soddisfatto, calciatori critici che fanno mea culpa. Chi ha ragione? Re Carlo conosce la regola delle Coppe come nessuno e sa che quello che conta è ia qualificazione, frutto del risultato delle due partite, è la somma che fa il totale.

 

In queste competizioni ogni girone e poi ogni accoppiata delle qualificazioni, sono come un mini campionato, passato il turno si conclude e conta solo aver conquistato o fallito il passaggio.

Da quel momento si pensa alla competizione successiva che con la precedente non ha niente a che fare. Altri avversari, altre partite, altro tutto.

Il brutto secondo tempo del Napoli è stato il risultato di molti fattori ma, come ha detto Ancelotti, ieri contava partire bene e segnare un gol per chiudere la pratica.

Perché in Europa, le regole d’ingaggio sono diverse da quelle di una competizione lunga come un campionato.

Basta guardare nel recentissimo passato, la Juventus, inguardabile e mortificata dall’Atletico nella prima, ribalta tutto nella seconda e raggiunge l’obiettivo.

Andando più indietro ricordiamo il Chelsea vincitore della Champions ad un passo dall’eliminazione proprio ad opera del Napoli o il Real di Ancelotti che, addirittura perdeva a pochi minuti dalla fine, nella finale che regalò la “Decima’ ai blancos.

Il contrario accadde sempre all’attuale tecnico del Napoli, allora al Milan, che chiude il primo tempo in vantaggio di tre gol ma poi al fischio finale a festeggiare è Benitez con il suo Liverpool.

Nelle competizioni internazionali, brevi ed estemporanee contano la strategia, l’esperienza, la fortuna, e l’equilibrio.

Tutte qualità che fanno la differenza e si affinano nel tempo.

Non si diventa Re di Coppe per caso e Carlo lo sa.

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