Rassegna Stampa

Repubblica – Spunta il nome di Paratici nelle intercettazioni dell’esame-farsa di Suarez

paratici

L’edizione odierna de La Repubblica parla approfonditamente del caso Suarez e del nome uscito fuori dalle intercettazione: quello di Fabio Paratici.

Il nome del ds della Juventus, infatti, esce fuori tra le intercettazioni fatte ai vertici dell’Università per Stranieri di Perugia. In particolare, i finanzieri hanno sentito due frasi: “Si è interessato Paratici” e “Ha chiamato”. Tutto in riferimento all’esame-farsa sostenuto da Suarez il 17 settembre. Il quotidiano puntualizza che all’atto non ci sono telefonate dirette tra il ds della Juventus e componenti dell’Ateneo.

Il nome, però, esce fuori una prima volta in un’intercettazione tra il direttore generale dell’Università Simone Olivieri e la persona, residente a Perugia, a cui la Juve si è rivolta per capire se fosse fattibile l’esame. La persona dice a Olivieri che “Paratici si è interessato” e questo interesse è oggetto di conversazione tra gli indagati dell’Università di Perugia. Repubblica poi sottolinea che il ds ha dichiarato di non aver mai avuto alcun contatto con l’Università.

Oltre a questo, il ds era anche scettico sulla riuscita dell’operazione Suarez; la docente Spina, che ha preparato Suarez in 4 lezioni da un’ora ciascuna, (dopo che la Juventus ha comunicato a Luis che non l’avrebbe più preso) ha dichiarato che: “lui è mogio, ha saputo che la Juve non lo vuole più.” Al momento, comunque, la Juventus non risulta tra gli indagati ma può impensierire uno dei filoni aperti delle indagini: quello legato alla corruzione. Reato per cui già sono indagati alla rettrice, Giuliana Grego Bolli, sia al direttore Olivieri.

Perché reato di corruzione?

Il quotidiano spiega che i pm pensano che l’aver anticipato la sessione di 5 giorni (dal 22 al 17) sia stato un trattamento di favore alla Juventus. Il club che poi doveva avere qualche utilità di contorno. Due le circostanze che spingono a ciò; la prima è quella legata ai contatti, plurimi, tra l’avvocata Maria Turco dello studio legale Chiusano, che difende da vent’anni la società, e l’Ateneo. Nelle conversazioni si parla della possibilità di far seguire, in futuro, corsi di italiano “ad altri calciatori”. Questo porterebbe un ritorno di immagine forte per l’Università.

L’avvocato Maria Turco, nella giornata di ieri, ha rilasciato anche un comunicato a tal proposito. La seconda circostanza è quella legata al fatto che si accenna spesso all’urgenza di sveltire il più possibile la pratica. “La Juve chiede di fare in fretta”, sentono i finanzieri. Stefania Spina, tifosa juventina, aggiunge anche frasi non proprio distaccate nei confronti del suo allievo quali: “Con Suarez vinciamo la Champions”; “bisogna aiutare il nostro centravanti”. Ma il corruttore non è ancora stato individuato e la Juventus dal punto di vista penale non è coinvolta.

Infine, il lato sportivo. Da questo lato la Juventus rischia già qualcosa ed il procuratore federale Giuseppe Chiné chiederà gli atti alla magistratura di Perugia. L’ipotesi a carico del club potrebbe essere quello di violazione dell’art. 32 del codice della FIGC, quello relativo all’ottenimento di attestazioni o documenti di cittadinanza falsi o alterati.

 

Fonte: Repubblica.

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