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Sarà vera gloria a Torino l’ardua sentenza

Sarà vera gloria? A Torino l’ardua sentenza

Il Napoli asfalta il Monza con un secondo tempo da grande squadra

e si conferma una macchina da gol ma le incertezze difensive della prima frazione lasciano una discreta ansia.

Allegri in versione ascetica dove avrebbe mai potuto purificare gli spiriti bollenti e distaccarsi dall’inferno del terreno di gioco, se non a Monza?

Terra di monache manzoniane e monaci totiani.

Il dato più significativo è sempre lo stesso il Napoli non riesce ad avere

top performance per tutta la partita.

Anche a Monza un tempo ni e uno si!

Il secondo dato è la prolificità.

Il terzo è la sensazione di fragilità in fase difensiva con conseguenze diverse a seconda dell’avversario.

Dite quello che vi pare,

i gol sono il sale del calcio, quando segni ma sono anche il pepe che ti brucia lo stomaco quando li prendi.

Di sicuro i recuperi di Anguissa e McTominay, avvicinano il Napoli all’idea di calcio che Allegri aveva in testa ma ci vogliono tanta concentrazione, forza e volontà in partita per avere continuità di rendimento.

Forze fresche a disposizione, ricambi giusti sono determinanti ma la moria dei calciatori abili e arruolabili non finisce e le indisponibilità rendono tutto più complicato.

Bisognerà stringere i denti e andare oltre i limiti strutturali di una rosa mai completa e da gestire con il bilancino, per dare continuità alla stagione.

E allora, a Monza il Napoli ha svoltato nell’ultima gimkana e ora è sul rettilineo?

Prevederlo è impossibile, dubitarlo è prudente e sperarlo è doveroso

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