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Silver Mele: “Il Napoli fa di tutto per eccedere nell’autolesionismo”

Silver Mele

Il giornalista Silver Mele ha fatto il punto dopo la sconfitta del Napoli arrivata ieri a Marassi contro il Genoa. 

E’ quel continuo, fastidioso senso di fragilità che accompagna il Napoli fino ad avvolgerlo e dominarlo. Anche nelle serate in cui la manovra pare spigliata e la superiorità innegabile rispetto all’avversario che, senza neppure sapere come, riesce a portare a casa vittoria, sorrisi e benessere. Tutto ciò che manca oggi alla squadra e a quel Gattuso che, convivendo ormai stabilmente con polemiche, incertezze, dubbi palesati da un club che nulla ha fatto per nascondere sondaggi ed eventuali contromosse da panchina, non più di una settimana fa aveva raccontato “dell’aria pesante” che ha contagiato l’anima. La sua ovviamente e quella di un gruppo che, non dovesse riuscire all’avversario, fa di tutto per eccellere in autolesionismo.

Così da Marassi viene fuori l’ennesima sconfitta, la 18esima in 60 gare, che rende Gattuso il tecnico azzurro più battuto (il 30% delle partite giocate) dai tempi di Donadoni (42% figlio degli 8 ko in 19 partite) e che racconta di come il suo Napoli si sia involuto clamorosamente negli ultimi due mesi. Ad occhio alcuni errori, divenute fatali tendenze, hanno ormai preso posto stabile nel dna della squadra. Che segna pochissimo per quanto costruisca, con un dato inversamente proporzionale rispetto alla disponibilità ad incassare, in un quadro diffuso e palpabile di confusione tattica e approssimazione tecnica. Per intenderci, oggi gli avversari che il Napoli incrocia sanno benissimo che stare lì e tenere il campo con attenzione potrebbe da un momento all’altro gratificare perché la benevolenza azzurra non ha pari.

La doppietta che manda in paradiso il Genoa è il pacco regalo confezionato e servito a quel gran calciatore che è Pandev. Il gesto per celebrarne i trascorsi. Dinamiche che sono ormai stabilmente nella testa dei calciatori. Alcuni più di altri meriterebbero il refresh perché, per quanto la costruzione dal basso possa diventare distruzione di massa, gli errori marchiani commessi nel momento in cui si ha la partita in pugno fanno pensare ad una evidente e insostenibile disconnessione.

Nell’attesa, ancora rimandata che il vento cambi, sbuca l’assioma che il singolo atleta o le squadre in genere dovrebbero declinare sempre e che può perfino sembrare banale. E’ in momenti così che gli eventi vanno portati dalla propria parte, strappando, di forza evitando le botole dei cattivi pensieri e di quelle negatività che anche a Genova si sono poi materializzate in pali, clamorose occasioni fallite nella rincorsa finale e interpretazioni arbitrali sfavorevoli che tuttavia non possono esser alibi. Hanno dentro di sé Gattuso e i suoi ragazzi, sospesi da una ventina di giorni nel bel mezzo del braccio di ferro tra le parti, la forza per invertire la rotta? Ci credono ancora o quell’aria pesante denunciata dopo il Parma ha ossidato convinzioni e certezze? Atalanta e Juventus in pochi giorni diranno il resto, al tifoso tutta l’amarezza per l’ennesima occasione mancata.

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