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Walter Mazzarri in conferenza stampa prima di Napoli-Genoa

Walter Mazzarri in previsione della sfida contro il Genoa: risponde alle domande dei giornalisti al Konami Training Center di Castel Volturno.

Prende la parola il responsabile comunicazione Lombardo: “Il presidente lo disse già nell’ultima conferenza, esprimendo dubbi legittimi nel fare sempre conferenze stampa. 110 conferenze stampa all’anno, quindi circa una ogni 3 giorni, non si possono fare. A volte le faremo, altre volte no. Il mercato è finito, tutti sono rientrati. Per noi inizia un rush finale, un nuovo campionato e quindi è giusto che il mister parli, per le prossime vediamo. Pre-Cagliari già vi dico che non ci sarà perché parlerà dopo il Genoa, poi prima e dopo il Barcellona e salteremo il Cagliari”.

Si parte col mister. Ha sentito Osimhen? E’ un’opzione? Avete in mente una quota Champions o una tabella?
“Tabelle non ne ho mai fatte, pensiamo solo a vincerne più possibili, sono 17 partite importanti da qui alla fine, 15 e due per ora dalla Champions. Ora vediamo chi sta bene, chi rientra dagli infortuni, ma più o meno abbiamo tutti a disposizione e siamo più fiduciosi di fare delle vittorie. Tenteremo di arrivare più in alto possibile, 7 punti sono tanti, relativamente tanti in base a ciò che faremo. Le altre che ci precedono devono venire da noi, domani ci sono 50mila spettatori, abbiamo un pubblico eccezionale e faremo quello di cui finora non siamo stati capaci. Con Osimhen mi sono sentito al telefono, come stava, c’è un contatto continuo, ora ci parlerò e vedremo se sarà disponibile per venire in panchina. Vediamo come sta dopo quei viaggi. Arriverà per l’allenamento del pomeriggio”.

Nell’emergenza è passato alla difesa a 3, ora che Napoli vedremo?
“Se lei parla con Ulivieri, ha avuto anche problemi… ma diciamo le ultime teorie di Coverciano degli innovatori, se guardate anche i giovani, per non dare vantaggi agli avversari che ti prendono le misure, riescono a cambiare modulo di settimana in settimana. Nell’ultima conferenza ho detto, visto che ho avuto 2-3 settimane tipo, ho fatto assimiliare ai ragazzi 3 moduli, 3-4-3, 4-3-3 già lo conoscevano e 3-5-2, poi voi, tutto il mondo calcistico intorno al Napoli mi avete chiesto Kvara, ultimamente ma già nelle ultime dell’anno scorso aveva difficoltà a smarcarsi perché ci andavano in 3 alla volta. Allora voi chiedevate un cambio posizione, io l’ho fatto con risultati ottimi in casa, è andato bene anche a Milano, è mancato solo il gol, s’è preso un palo e s’è fatto questo e quello. E’ un vantaggio fare 3 moduli e cambiare anche durante la partita. Non vi dico di domani, se avremo bisogno giocheremo in un modo, altrimenti in un altro. Col Milan, a parte il grande errore sul gol, avevamo fatto un’ottima partita. Pensando a tante cose, non avevamo giocato peggio del Milan, s’è preso un palo con Simeone e un altro”.

Come si recuperano 7 punti?
“Vincendo le partita, sperando che non le vincano anche loro. Mi sembra che il Bologna debbba venire qui, l’Atalanta dovrà venire qui, al completo con Elmas e Olivera lì s’è vinto, è possibile vincere di nuovo. E’ possibile fare un risultato eclatante fuori casa quando saremo al completo, quando saremo più bravi in fase offensiva. Con 15 gare da 3 punti in palio ci sono 45 punti in palio, è possibile recuperarli, poi altrimenti dirò non ci siamo riusciti, ma faremo di tutto per provarci con serenità senza fare promesse. Provare non significa riuscirci”.

Perché uno che ha giocato 7 partite di Coppa d’Africa è in dubbio per la partita? Solo per un viaggio? Devono assumersi responsabilità?
“Pure i ragazzi, per come li conosco, soffrono la situazione. Anche loro devono capire che tutte le partite sono finali. Se poi pensate anche i giocatori che avevo a Bergamo, poi non avevo più Elmas e Olivera… eravamo partiti bene come gioco, poi s’è sofferto. L’unica davvero sbagliata, colpa mia perché ero squalificata, è stata a Torino. Le altre le abbiamo giocate, ma ci sono stati episodi. Osimhen? Se non sta bene… poi ci sono anche i compagni che si sono allenati. Ci sono i viaggi, anche io tipo dopo Madrid o altro… dopo i viaggi non è che siamo in forma. Poi lo vedrò dopo e ci parlerò. Osimhen è un fuoriclasse, ma devo rispettare chi si allena tutti i giorni, dorme bene ecc.”.

E’ il momento decisivo per la rimonta?
“Io sono concentrato sulla partita, guardo la rosa del Genoa, hanno Malinovskyi, Messias, ha giocatori importanti, due attaccanti uno più in forma dell’altro, le partite sono tutte difficili e delicate. Pensiamo una alla volta. Al di là del Monza, dove abbiamo creato più di sempre, con le altre inferiori le abbiamo fatte nostre. Sono venuto per fare un appello al pubblico, con me sempre eccezionali, che domani ci diano una mano perchè sarà un’altra gara complicata e difficile. Abbiamo un calendario sulla carta che sembra alla portata, questa è la verità”.

Comandano i risultati, dopo Milano che lei ha definito ha una buona partita, la città è stata critica. Ci sono state anche voci sull’esonero.
“Alleno da 23 anni, le ho passate di tutti i colori, cosa volete che mi facciano? Capisco che ci sono persone un po’ represse nel calcio, che non riescono a rientrare, qualcosa mi arriva, non leggo manco più i giornali perché ho imparato che ti fanno solo innervosire mentre ci sono critiche che prendo in considerazione. Ma capisco quando una critica è tranquilla, quando ci sono altre cose mi faccio una risata. Io sono concentrato per capire se i ragazzi possono rendere meglio”.

Come ha visto Traoré? C’è possibilità di vederlo prima del Barcellona?
“E’ cresciuto, non era in condizione di giocare, ora ha un minutaggio decente, devo valutare se parte dall’inizio o a partita in corsa, ma è arrivato il momento di provarlo. Ha 45 minuti, 60 al massimo, devo recuperarlo perché ci servirà da qui alla fine”.

Ci sono tanti giocatori di valore dalla metà campo in avanti, ma la squadra è sterile offensivamente. Come si può migliorare?
“Vorrei riguardare con voi le gare come faccio io. Mi preoccupa un po’ che a Milano nonostante l’assedio finale abbiamo fatto solo quel palo finale, l’area non è piena come prima, ma quando sono arrivato il processo era sui gol subiti, la squadra era lunga, che non stesse bene fisicamente, a Bergamo abbiamo provato intanto a non prendere ripartenze e ci siamo riusciti, con le squadre di media classifica abbiamo creato ancora tanto. Col Monza, la partita che mi brucia aver pareggiato, da 3 metri abbiamo fatto 3 occasioni clamorose, in alcune partite bisogna migliorare, ma in altre le occasioni sono fioccate e siamo mancati. Dipende dalla lucidità. Bisogna essere anche più concreti, non so che dire”.

Meret è pronto a tornare titolare? E Natan?
“Natan è rientrato da due settimane, poi in allenamento non è la stessa cosa capire quanto può durare. Poi non so se dall’inizio o meno. Su Meret devo parlare col preparatore dei portieri, posso dire che si è regolarmente allenato dall’inizio della settimana e oggi prenderemo la decisione”.

Non crede sia arrivato il momento di dare più spazio a Lindstrom che ha fatto bene nelle ultime?
“Qui parlano che ci sono pochi attaccanti, ma qui abbiamo vinto 2-3 partite nei finali con 4-5 attaccanti in campo, non so perchè si dice che siamo difensivi. Mi dite voi chi levate? Il ruolo di Lindstrom per me è esattamente quello che fa Kvara, a sinistra ci fece fare l’1-1 in casa, dall’altra parte ho visto poche cose. E’ uno che deve trovare ancora una dimensione precisa, il suo ruolo perfetto è al posto di Kvara. Sto cercando di metterlo dove può far bene, vediamo domani quando lo utilizzerò”.

16 partite con lei, come descriverebbe il suo Napoli come filosofia di gioco? E’ una squadra che ama pressare, fraseggiare o cosa?
“Mi dicono che prima di prendere gol col Milan, si parlava benissimo, poi s’è preso quel gol maldestro, soprattutto per uno come me che ha vissuto sulla tattica, ma sono cambiati i giudizi. A parte Torino non ho mai visto male la squadra, 20 minuti benissimo, poi gli altri prendono il sopravvento. Poi so perché succedono certe cose, ma a voi non lo dico, ma non è andata malissimo, manca anche fortuna su 3-4-5 punti in più, ma li meritavamo. I principi nel calcio moderno, visto che si parla di essere antichi o di aver studiato il 4-3-3 di Spalletti per averlo detto in un’intervista, ma il 4-3-3 lo studiavo a Coverciano, mi fanno parlare perché credo di saperli interpretare tutti. Non all’antica come dicono, ma recuperare anche nella metà campo offensiva, come con l’Inter all’inizio. Più vicine possibili al Napoli dell’anno scorso, ma nessuno si è accorto che sono cambiati 6-7-8 elementi della rosa dell’anno scorso. Bisognerebbe smetterla di fare paragoni”

Quanto ha lavorato sull’aspetto mentale?
“Io non vado a casa con loro e parlo con la moglie, ma la prima cosa che gli dirò è che quando sei campione d’Italia… come col Milan un tifo del genere non l’avevo mai visto, i tifosi erano assatanati, il Napoli è campione d’Italia, tutti vengono per fare l’impresa. La prima cosa che dirò è che si pensa solo al Genoa, del Barcellona non ho mai parlato finora, sanno che non si può sbagliare perché abbiamo meno punti dell’anno scorso”.

L’attacco è migliorato con Ngonge e ci sono tante scelte, perdendo forse come mezzali. Ma Traoré può giocare da mezzala o più avanti?
“Traoré me lo ricordo all’Empoli, so tutta la storia, lo conosco benissimo. Come caratteristiche, se sta bene, è una mezzala sinistra, il ruolo di Zielinski, Elmas, poi può fare anche il trequartista, ma da mezzala è perfetto, col 4-2-3-1 starebbe dietro la punta. Con Spalletti si giocava con Zielinski, molto simile a Traoré, Anguissa è più fisico e incontrista, lui dovrebbe essere più vicino a Zielinski ed Elmas”.

Zielinski quante altre volte lo vedremo? Come l’ha visto?
“Il ragazzo nello spogliatoio non è cambiato, devo capire io quando lui c’è con la testa perché sappiamo che andrà via, potrebbe aver firmato. Si è fermato a Milano, me lo dicono loro, se è proiettato da un’altra parte e può non essere concentrato come negli altri anni. Valuteremo di volta in volta quando ci servirà”.

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