Primo Piano

Garcia, declina i paradigmi del suo calcio, ora bisogna renderli funzionali ed efficaci.

Merito, concentrazione,

non pensare al passato( quello brutto recente ma, pure, quello bello trionfale) vincere.

Sono i paradigmi declinati da Garcia nella vigilia di Genoa-Napoli.

Sul merito, il mister ci torna, sarà un tema a cui tiene, lo affrontò anche agli esordi della sua avventura “Sono un allenatore nuovo non ci sono gerarchie tutti dovranno dimostrare di meritarsi il posto da titolare”

Ha puntato molto anche nei ritiri sulla competitività tra i giocatori.

Sono scelte, attenenti la mentalità di un allenatore.

Spalletti, puntava sulla forza del gruppo, Garcia li stimola a mettersi in gioco.

Per il mister attuale del Napoli, le difficoltà incontrate in queste prime partite, la squadra lunga e gli spazi lasciati tra le linee, soprattutto, durante la partita persa al Maradona, derivano dalla condizione fisica che deve essere al top.

Altro dogma è primo non prenderle a cui va aggiunto il migliorare la precisione in zona tiro.

In realtà, guardando i numeri molte delle conclusioni fatte dalla squadra sono state velleitarie ed a queste vanno, poi, aggiunti i tiri più pericolosi ma imprecisi, rimpallati o parati.

Infine ma non ultimo il discorso sull’imprevedibilità.

Garcia, ha detto molte volte che non si può avere un solo progetto di gioco altrimenti si diventa prevedibili o si presta il fianco alle contromisure avversarie.

Non si può avere un solo filo conduttore ma diversi.

Nel calcio tutte le teorie possono essere valide e poter scegliere è un’ opportunità.

L’importante è che teorie e scelte siano efficaci, perché ora vincere è determinante.

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