Scott McTominay e Billy Gilmour compagni di Nazionale e di club si sono raccontati alla BBC
McTominay sullo scudetto
“Abbiamo giocato solo una volta a settimana, quindi abbiamo avuto tempo per prepararci e, a dire il vero, non ci abbiamo pensato troppo finché non lo abbiamo vinto davvero.
Nel calcio non puoi sempre farlo, perché tutto scorre così velocemente. Ormai è già passato un po’ di tempo, ma non è stato dimenticato ovviamente perché per i tifosi è qualcosa di incredibile.
Noi, invece, ora abbiamo nuovi obiettivi. Di sicuro è stato un momento speciale che devi festeggiare nel modo giusto. Come squadra siamo stati tutti insieme per un paio di giorni dopo, con famiglia, amici e tifosi: è stata una celebrazione davvero speciale”.
Sui festeggiamenti:
“Il momento più bello? Tutto.
È stato un periodo incredibile, ma vogliamo rifarlo. Sì, è un bellissimo ricordo a cui pensare quando la carriera sarà finita, però il calcio va veloce, quindi come diciamo sempre, vogliamo rivivere quei momenti. Ci siamo goduti tantissimo quel periodo. Ricordo benissimo i festeggiamenti (sorride, ndr)”.
Sulla stagione in corso:
“A prescindere da come finirà, dobbiamo essere orgogliosi di ciò che abbiamo raggiunto ma senza considerarlo un punto di arrivo: dobbiamo sempre puntare a fare di più nel calcio perché, come diciamo, tutto cambia velocemente tra alti e bassi continui. Bisogna concentrarsi su una partita alla volta”.
Sul premio di miglior giocatore della stagione:
“Io non ci penso davvero, sinceramente. Quando la stagione finisce, voglio solo continuare a migliorare nella mia carriera… sicuramente ne sono orgoglioso. Ma ad essere sincero, non ci penso mai troppo, perché nel calcio si va avanti velocemente. Quindi sì, sono estremamente orgoglioso e grato di essere in quella lista (migliori giocatori delle stagioni in Serie A, ndr.) ma come dicevo, ho voglia di rifare tutto da capo. Voglio riuscirci di nuovo con i miei compagni, con Billy e con i nuovi giocatori che abbiamo e con questo club.
Sulla vittoria della Supercoppa:
“Ci siamo messi nella condizione di poter vincere un altro trofeo, ed è una cosa fondamentale nel calcio. Come dicevo, Billy non c’era e nemmeno altri giocatori infortunati, ma non importa: è un gioco di squadra e tutti hanno contribuito ad arrivare fin lì. Non conta chi è in campo. Come ripete sempre l’allenatore, è un gioco di gruppo e per noi questa è la cosa più importante”.
Su Antonio Conte:
“È ovviamente un grande allenatore. Penso che tutti conoscano bene le sue qualità e il suo stile come allenatore. Con me è stato incredibile, a dire il vero.
Ci ha fatto vedere il calcio sotto una luce diversa e anche l’aspetto mentale del gioco in modo differente, che per me è fondamentale.
Non ti rendi conto davvero dei benefici finché non porti il tuo corpo e la tua mente al limite e capisci di cosa sei realmente capace.
Io sapevo già da ragazzo che mi piaceva spingermi oltre.
Già nelle giovanili mi divertivo così, quindi non mi è estraneo dare tutto e arrivare al massimo.
Ma questo è un altro livello. È simile a quello che mi è sempre piaciuto, però qui è lavoro e vita totalmente dedicato al calcio. È per questo che Conte ottiene grandi risultati.
Quando ho avuto modo di passare un po’ di tempo con lui, ad esempio quando siamo andati a Milano, ho visto anche che è una brava persona: abbiamo avuto una bella conversazione.
Ha anche un lato umano, fuori dal campo, ed è una cosa positiva. In campo è una persona seria, come la maggior parte degli allenatori. E penso che i risultati che abbiamo ottenuto riflettano proprio il modo in cui lui vuole che affrontiamo le partite”.
Sulla grandissima attenzione all’igiene di Gilmour:
“È estremamente attento all’igiene personale. È sempre curato. Si sistema sempre bene, si fa sempre una sistematina, si rade o si prepara. Ed è sempre tutto a posto, capisci cosa intendo? Non so se va dal barbiere, ma ha sempre un taglio di capelli fatto bene. Anche a casa sua è tutto pulito, le scarpe al loro posto, tutto ordinato”.
Sulla passione condivisa per il caffè:
“L’altro giorno siamo andati in tre o quattro caffetterie lì vicino. Ci rende felici la mattina quando arriviamo, vero? (rivolto a Gilmour, ndr).
Sul suo piatto italiano preferito:
“risotto al parmigiano. L’abbiamo fatto l’altro giorno a casa e ho messo un po’ troppo aglio e un po’ troppo sale. L’ho praticamente rovinato con troppo sale, l’ho ucciso. Però ora sappiamo per la prossima volta: con il brodo e tutto il resto bisogna farlo bene. Il risotto richiede tempo e ormai l’abbiamo capito. Abbiamo provato la prima volta l’altro giorno ed era buono, gustoso, ma il sale l’ha rovinato. Io ero responsabile del brodo e tu (Billy, ndr) controllavi tutto quello che andava nel forno e così. Ed era buono, no? Un programma di cucina sulla BBC? Sì, potremmo farlo. Non è facile però, la mia cucina non è granché. La tua è meglio della mia, direi. Non è semplice: i tempi, tutto. Se mi sporco le mani devo lavarmi, e diventa complicato. Il calcio è più facile. Gli chef meritano davvero rispetto. Devi avere pazienza, mentre io sono più tipo: “andiamo, facciamolo, muoviamoci”.
Gilmour sullo scudetto:
“I tifosi festeggiavano già prima della partita, durante il tragitto verso lo stadio. Penso che, quando siamo scesi in campo come squadra, c’era un solo obiettivo: andare e portarla a casa. Scott ha segnato in quella partita e credo che questo abbia fatto abbassare un po’ la tensione. Ha calmato. E poi, non appena è arrivato il fischio finale, ero felicissimo. Penso che sia stato anche un po’ un sollievo, perché lavori duramente per tutta la stagione per vincere il trofeo e in quel momento ho provato un po’ di tutto.
Scott è un ragazzo molto tranquillo, calmo. Gli piace rilassarsi, come dice lui: si allena e poi va a casa. Io gli mando un messaggio tipo per invitarlo a cena o per giocare a carte e magari guardare un documentario o il calcio in TV. È una persona molto semplice, alla mano. Ama la vita tranquilla e non si dà abbastanza merito per quello che ha fatto, assolutamente. E da amico posso dirlo. Quello che ha fatto in termini di gol a Napoli la scorsa stagione, e anche con la Scozia nei momenti difficili, Scott ha tirato fuori la squadra e ci ha portato alla vittoria o al gol decisivo. Per la squadra, per i tifosi, per i bambini che lo guardano e lo idolatrano, è un punto di riferimento. E la Scozia è già proiettata alla prossima partita: lui vuole sempre qualcosa di nuovo o di meglio. Credo che questo riassuma un po’ tutto”.
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