Editoriale

Mertens, lo sappiamo che niente è eterno ma questa non può essere la risposta a tutte le domande

mertens napoli

Mertens, lo sappiamo che niente è eterno ma  questa non può essere la risposta a tutte le domande.

 

È ovvio che nel calcio tutto finisce, prima o poi.

Niente è eterno, neanche la vita.

È naturale che Mertens avrebbe smesso di giocare con il Napoli, prima o poi.

Non è questo il punto e presentarlo come una motivazione della fine del rapporto è un esercizio inutile.

Tutto finisce ma ci sono un come e un perché e sono, sempre, collegati.

Il motivo della separazione non è ancora chiaro:

“Vil moneta”

O,

“Calciatori bravi, gentili e molto legati alla città ma che se non giocano creano problemi nello spogliatoio”

Oppure, scelte tecniche che vogliono un cambiamento strutturale della squadra, da realizzare, in concomitanza all’abbattimento del monte ingaggi.

Ringiovanimento della rosa e necessità di aumentare la forza fisica della squadra.

Probabile siano un po’ tutte  ma bisognerebbe spiegarlo alla gente

Perché le persone non sono tutte uguali e, neppure, i professionisti, se ad essere in gioco c’è il futuro del più grande goleador delle storia del club, la faccenda non può essere banalmente liquidata nel silenzio.

Arriviamo al punto cruciale, i gol.

Se il Napoli ha avuto un problema quest’anno è stato segnare e, considerando che la storia di Osimhen è quella di un calciatore che non garantisce il tempo pieno, c’è bisogno di tutelarsi da questo punto di vista.

C’è la Champions da giocare, una prima fase di stagione a ritmi altissimi e, poi, un mondiale che rappresenta un’incognita per le condizioni dei calciatori al rientro.

Se esce Mertens chi sarà, anche, l’alternativa, affidabile, esperta, e di profilo internazionale al nigeriano?

È un tema che andrebbe approfondito.

C’è, poi, l’intelligenza che è un valore enorme e non si depaupera con l’età,

anche, e di più, nel calcio.

Fondamentale in campo, decisiva nelle relazioni.

L’intelligenza,

sostiene la leadership

e da forma e sostanza al carattere.

L’intelligenza, a volte, può indispettire gli interlocutori, il calcio è fatto di convinzioni e certezze che potrebbero essere messe in discussione, anche se, poi, il confronto può essere costruttivo.

Comunque sia,

l’intelligenza è fondamentale e rara nel mondo pallonaro

( nessuno se n’abbia a male)

e se hai un calciatore intelligente,

oltre ad essere il miglior goleador della storia del Napoli, converrebbe tenerselo stretto.

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